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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Tessuti

iscopo «li reagire contro «li essi per farli|ritornare alla loro posizione primitiva nelmomento voluto. Tutte le parti essendonello stalo che ora abbiano descritto, ve-diamo con qual artifizio gli aghi oriz-zontali sieno rispinti e per conseguenzacome gli uncini verticali corrispondentilascino i fili ed i licci in riposo, o li fac-ciano lavorare.

Rimpetto all’astuccio trovasi un prismaquadrato di legno D fig. 66, veduto difaccia, fig. 6», eh* è pertugiato d’ altret-tanti buchi quanti sono gli aghi ; ognunocorrisponde ad un ago orizzontale deltelaio; contro le faccie trovansi applicatidei cartoni, a a, fig. 68, in più o menogran numero, secondo la complicazionedel disegno da fare; difalti, sopra di essivennero praticati, dopo la lettura, i bu-chi che doveano corrispondere ai maglio-ni da sollevare. L’ insieme dei buchi diciaschedun cartone, la cui lunghezza èuguale ad uno dei lati del prisma, rappre-senta il numero di uncini verticali da sol-levare per formare la parte di un dise-gno compresa in una gittata. Si vede,in una parola, che i cartoni sono foratiin.modo che i buchi richiesti dal disegnocorrispondono a quelli del prisma ; tuttigli altri di questo sono ricoperti dalleparti piene del cartone.

Gli aghi orizzontali che si presenteran-no ai buchi penetreranno nel prisma, egli uncini corrispondenti resteranno sulleloro lame rispettive per esser levati.Quelli all’incontro che urtavano le partipiene del cartone saranno rispinti controle molle p, e gli uncini verticali che por-tano, saranno levati dalle lame e lascie-ranno i fili che vi sono attaccali in ripo-so. Questa posizione è indicata nella figu-ra 64. Si vede che gli uncini 1, 2, 4 , 7sono rimasti sulle loro lame, mentre i 3 ,5 , 6, 8 hanno deviato per la resistenza chele parti piene hanno presentato agli aghi.

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Qi resta a indicare ora come si operi-no i movimenti nei diversi tempi.

Tutte le lame orizzontali inclinate IIsono riunite a un pezzo mobile g, che di-cesi zolla, e che può salire e discenderedai due lati nelle scanalature all’ internodei piccoli brancali. La parte mobile Kporta un pezzo di ferro II termiaato daun cilindretto j. Quando la zatla sale e-questo pezzo con essa, la rotellella j è ob-bligata ad appoggiarsi contro le curvedella molla C, di cui una delle branche èfissata contro la leva che porta il prismaed i cartoni, e che può prendere un .mo-vimento intorno al punto 15 . L’ insiemedi questo sistema, leva e molla, è dettostrettoio. Quando il cilindretto y sale, eser-cita una pressione contro la curva C, esforza il prisma a scostarsi dagli aghi eda prendere allora la posizione indicatadalla fig. 64. Allorché all’ incontro la zat-ta ridiscende, la leva ed il prisma ritor-nano di nuovo alla loro posizione primi-tiva indicata nella fig. 63 .

Il comando generale del meccanismosi comprenderà gettando uno sguardo sul-le figure 62, 63 . L’ operaio, posando ilpiede sopra un pedale, fa avvolgere unacorda intorno di una puleggia, e fa girareun piccolo albero sopra i suoi orecchio-ni ; questo porla due piccoli manichi inalcune cassette intorno alle «juali si avvi-luppano le catene o coreggie attaccate al-la zatta q , che riceve per conseguenzail suo movimento ascensionale ed innalzagli uncinetti che non furono respinti dalprisma e suo cartone ; mentre la zatlamonta, l’operaio spinge fuori la spolacome il solito e batte il ripieno col batten-te; ridiscende quindi il sistema, e «pialora sia tornato alla sua posizione primitivale molle p, dopo tolta la resistenza delcartone e del prisma, reagiscono controgli aghi che le avevano compresse e que-ste tornano nella loro primitiva posizione,