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co. Si distilla allora con precauzione, e1’ etere attraversa un tubo che è applica-to alla storta, e si reca in un recipientecircondato di ghiaccio o di acqua fred-da. Lo si rettifica compiutamente aggiun-gendovi del sotto-carbonato di potassasecco in polvere, fino a che le ultimeparti non diventino più umide, e levan-do in seguilo 1’ etere per distillazione. Ecosa essenziale, per evitare le lividure dinon adoperare pel digrassamento che del-1’ etere ben rettificato, o recentementepreparato.
L’etere solforico dissolve, come ab-biamo detto, gli olii essenziali, e la can-fora in gran quantità; 1’ etere canforato èun ottimo dissolvente pel cavamacchie, edin generale, esso può ottenere i miglioririsultamenti dall’ uso conveniente di tuttigli eteri formali dagli acidi citrico, ossa-lico e tartrico, che possono essere consi-derati come composti di acido e di alcool.
Fele di bue. — Questo fele è conte-nuto in due specie di borse, come pressotutti gli animali in cui la bile scola pelcondotto cistico nella vescicola del fele ;esso è più o meno denso e viscoso ; ilsuo colore è giallo verdastro, il suo odoreun poco nauseabondo, il suo sapore diun’amarezza disaggradevole;esso si uniscemolto bene all’acqua e all’alcool; la potas-sa e la soda ne aumentano la fluidità ela trasparenza ; questa addizione lo con-verte in un una specie di saponaria, cheè molto opportuna al digrassamento dellelane. Siccome esso si putrefà prontamen-te, lo si prepara e lo si conserva aggiun-gendovi ogni litro tre decagrammi (un’on-cia) di allume in polvere ; lo si fa bolliredue o tre minuti, e vi si aggiunge altret-tanto sale di cucina. Lo si conserva inbottiglia bene otturato, avendo cura didecantare il liquido sopra il deposito chealla lunga vi si forma. Quando lo si ado-pera, vi si aggiunge dell’essenza di cedro
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o di bergamotto, per togliergli il suo odo-re nauseabondo.
La bile, che prova delle alterazioninotevoli soggiornando più o meno lungotempo nella vescica del fele, gode dellaproprietà di disciogliere la più parie dellesostanze grasse; e da ciò viene che i di-grassatoci la preferiscono» al sapone perpolire le lane. La bile di vitello, del mon-tone, e del cane, è analoga a quella delbue, di cui 8oo parti sono composte,secondo Thenard, di jt>o acqua, i 5 ma-teria resinosa, 69 picromele, 4 circa ma-teria gialla, 1 fosfato di soda, 4 soda, 3 , 5 ,idroclorato di soda e di potassa; 0,8solfato di soda; 1,2 solfato di calce, edalcune traccie di ossido di ferro. La biledel porco non contiene altrimenti picro-mele. La bile umana è di una natura par-ticolare, e, secondo Berzelius , le sue particostituenti sono:go8,4 acqua: 80 piero-mele; 3 allumina; 4 ) 1 soda; 0,1 fosfatodi calce ; 3,4 sale comune ; 1 fosfato disoda e di calce.
Si può servirsi indistintamente, perlevare le macchie, della bile contenutanel vescicole del fele de’ diversi animali.Si forma un sapone opportunissimo aquesto uso, facendo fondere ad un fuocodelle piarti eguali di sapione bianco e difele di bue; si lascia evaporare l’acqua;poscia si cola, e si lascia disseccare.
Natura delle macchie , scelta ed usodei reattivi convenienti.
Macchie semplici. — Le sostanze chele formano sono quelle che si dispongonosopra una stoffa senza distruggere il co-lore, ed in questa classe si deve compren-dere pirima l’acqua. Questo liquido ca-dendo sovente per goccie sulle stoffe, di-strugge quel brillante, quel liscio che sidà ai tessuti, ed anche ai feltri col mezzodegli apparecchi ; e queste goccie d’ac-