Tintore
all’ alcool a,4 a 2,8 parli di materia gras-sa per 0/0, assoggettata alla medesimaprova, comparativamente con della lanache non abbia subito il trattamento al-coolico, torna meno colorata dell 1 ultima;ma anche riconoscendo la parte della ma-teria grassa nella colorazione della lanaper il colore, le mie esperienze non miautorizzano ad attribuire a questa causaunica il fenomeno in discorso.
«Dappoiché la materia grassa non con-tiene punto di zolfo, egli è evidente chela lana trattala coll 1 alcool dovrà presen-tare, come quella che non lo fu, tutti ifenomeni di colorazione per i metalli chepossono agire sopra questo zolfo, e pro-durre dei zolfini colorati.
«Finalmente la lana passala all 1 alcooldà più acido zollorico, quando la si tratticoll 1 acido-nitiico che non ne dia la lanaordinaria. La prima ne produce 2,22, ela seconda 1,78 ; tuttavia faremo osser-vare che questi risultamenti non sono pa-ragonabili assolutamente, perchè le laneconfrontate non avevano la medesima ori-gine.
Separazione dello zolfo dalla lana.
a II fatto che la lana può perdere delsuo zolfo, senza che la sua struttura neresti sensibilmente alterata, e quest 1 altrofatto analogo, che lo zolfo può abbando-narla per unirsi a molti metalli, per esem-pio al piombo, mi hanno indotto a cer-care se non fosse possibile d 1 isolale lozolfo. Dopo alcuni esperimenti, assogget-tai la laua al trattamento che segue:
«Posi una parte di lana, i ?5 di calce, e4o parti di acqua a macerare insieme per48 ore.
«La lana era stata lavata, spremuta, poitrattata coll’acido idroclorico diluito, e dinuovo lavata e spremuta.
«La calce separava dello zolfo allo stato
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di zolfuro di calcio, e l 1 acido idrocloricosprigionava ancora dell 1 acido idro-solfo-rico dalla lana passata per la calce.
«La lana non diede segno d 1 indeboli-mento che all 1 undecima prova. Essa fuassoggettata a 28 trattamenti; di manierache subì 28 macerazioni di 48 ore nellacalce, e 28 trattamenti coll 1 acido solfori-co. lì pieno delle operazioni durò seimesi.
Della lana separata dallo zolfo.
«La lana assoggettata all’azione dissol-forante della calce, rimase molto indebo-lita nella sua tenacità. Osservala col mi-croscopio, comparativamente colla lanadella medesima origine, ma provvedutadel suo zolfo, in luogo di presentare co-me quella dei fusti cilindroidi a spigolinetti, rettilinei, con strie trasparenti, lalana dissolforata presentò molti filamentischiacciati, laceiati nei labbri, con strielongitudinali che sembravano indicare chel 1 interno di questi fusti era stato messoallo scoperto, piuttosto dalle numerosetorsioni fatte subire alla materia, che dal-I 1 azione chimica. L 1 alcool bollente se-palo 2,82 di materia grassa, mentre nonne avea estratto che 2,4 dalla Iona dellastessa origine, ma non dissolforata: lasproporzione tiene probabilmente alla dif-ferenza nello stato di divisione fisica deidue scampoli.
«Finalmente la lana dissolforata, anchequella che fu soggetta all’azione dell 1 al-cool, prende per l’azione di una tempera-tura di 160 gradi, sostenuta per sei ore,un colore aranciato ben più intenso dellanon dissolforata.
«La calce non levava altrimenti alla lanala totalità del suo zolfo, perchè trattan-dola coll’acido nitrico fu dato constatareeh 1 essa ne riteneva ancora o, l\G diparti, invece di 2 parti circa che conte-