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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Tintore

tinta in giallo, nell’acido carbazotico snlba gno blen, sopra indicato.

Finalmente si produce un gran nume-ro di altre gradazioni coll’acido aloetico,facendo variare i mordenti.

Processo per tingere ìnjbleu chiaro ,col ciano-ferruro di potassio.

Nell’ impressione delle stoffe di cotonea colori fissi, col vapore, è un uso anticodi non produrre le gradazioni del bleule più chiare e le più brillanti per un b!eudi Prussia precipitato, ma di farle nasce-re in seno del vapore fieli’ acqua bollen-te col mezzo di un acido e del ciano-fer-ruro di potassio ; il ciano-ferruro d’ os-sidulo, dopo l’evaporazione, si ossida tan-to all’ aria, come per mezzo di reattivi,e si combina in proporzione convenientecol resto del ciano-ferruro d’ ossiduloper formare 11 bleu di Prussia.

11 metodo per tinger la lana ha moltaanalogia con quello di cui è questione ;ma come ignoravasi se fosse possibile diprodurre anche delle gradazioni chiarebrillanti, fu tentato qualche assaggio, chesebbene fatto sopra una piccola scala, die-de la prova di poter riuscire anche in

Tintore

prevenire le macchie, perchè tutte leparti che toccano direttamente le paretimetalliche scaldate della caldaia, e quelleche non entrano nel bagno, provano, perdifetto d’acqua, una specie di evapora-zione ; ed in questo caso il bleu si svi-luppa con tanta forza, che le altre partinon possono mai raggiungere questa gra-dazione. Una dilazione qualunque dellastoffa nelPimmersione del bagno è del parisvantaggiosa perchè vi ha sempre spri-gionamento, d’acido idro-cianico, e d’aci-do carbonico, il cui odore vivo e pene-trante è facile a riconoscersi. Onde pre-venire le macchie nella caldaia, bisogne-rebbe guernirla nell’ interno di un cor-bello, ovvero servirsi d’ una botticella,o d’ un vaso di legno scaldato col vapo-re ; senza ciò le caldaie di rame vengonointaccate dall’ acido lartrico del bagno, eformasi del ciano-ferruro di rame.

Dopo che la stoffa ha bollito per untempo sufficiente, la si ritira dal bagno,e la si lava all’ acqua corrente. In questacondizione essa ha un colore bleu-verda-slro, che risulta dal ciano-ferruro di pro-tossido di ferro e dalla tinta fatta dellalana, ed essa deve tuttavia, come il bleudel tino d’indaco, inazzurrarsi, cioè a di-

grande, qualora non si voglia arretrarsi ' re, ossidai si. Bisogna egualmente, comeper qualche difficoltà superabile. 'pel bleu d'indaco, vegliare a ciò il lavo-

Si mette nel bagno destinato alla tin- rii sia condotto di una maniera più equa-tura e portato all’ ebollizione, il ciano- bile che sia possibile perchè non prendaferruro di potassio disciolto, pòscia acco- un’ossidazione parziale, precauzione sen-stasi la stoffa ben digrassata precedente- za cui 1‘ indaco vien meno del pari. L’os-mente,inzolforata, per quanto sia possibile | sidazione, del resto, non si manifesta die bene polita, e vi si aggiunge una solu- per sè stessa all’ aria, ma bensì in un ba-zione d’acido tartrico, eguale alla metà gno ncidulato con uno degli acidi zolfo-delia quantità di ciano-ferruro che si ri co, idroclorico, o nitrico, avvertendoadopera. Immergesi, quanto più rapida- che quest’ ultimo sia esente d’ acido ni-mente si può, la stoffa da tingersi, e si Iroso che ingiallisce la lana, ovvero, ciò

fa agire continuamente il cilindro nel ba-gno in ebullizione per circa rnezz’ ora.

Questo movimento che s’imprime al-la stoffa è della più alta importanza onde

che è meglio, con un miscuglio d’ acidoidrocloiico e nitrico. Un’ aggiunta diidroclorico di stagno, al maximum di os-sidazione, dà un tuono poco gradevole,