Band 
Tomo LIV. [Supplemento.]
Seite
465
JPEG-Download
 

Tintore

Intorno all' azione dell' acido gallico e

dell' acido tannico nella tintura, e so-pra un mezzo di conservare gli estrat-ti tanniferi.

Il sig. Persoz ha (allo osservare nelsuo Trattato dell' impressione sai tes-suti , che sarebbe a desiderarsi tanto sot-to il rapporto tecnico, quanto sotto aquello della scienza, che fosse conosciutodi una maniera certa, se nella tintura col-la noce di galla, il corpo che rappresentauna parte principale sia 1’ acido gallico, ol’acido tannico. Questa osservazione, eda un altro lato questo fatto che i fabbricatori di estratti di materie colorantinon azzardano guari di preparare estrattidi tannino in grandi quantità, perchè taliestratti cangiano multo prontamente dinatura, hanno determinato il sig. M F.C. Calvert, professore di chimica a Man-chester, ad intraprendere le seguenti ri-cerche, nella speranza di chiarir la que-stione.

La prima esperienza ebbe per iscopod’ indagare 1’ azione dell’ acido gallico edell’ acido tannico nel tino. — A questoellelto egli immerse 100 pollici quadrati(6 decimetri quadrati 4^) di tessuto dicotone mordente coll’ ossido di ferro inun bagno composto con 20 grani (i, 3o)d’acido gallico, o d’acido tannico, e 3ooncie (85o grammi) di acqua, e lasciò latintura per 24 ore operar sola a freddo.Ne risultò che l’acido gallico colori pron-tamente il mordente di ferro, ma il colo-re scomparve subito, mentre coll’ acidotannico, il nero stette, egli è vero, piùlungo tempo a formarsi, ma persistette dipiù. Queste [nove furono ripetute, ele-vando la temperatura del bagno duranteuu ora e tre quarti, e poco a poco finoSuppl. Diz. Tecn. T. Xh.

Tintore 4^5

a 66° R. In generale si ottengono risul-tamenli analoghi; la.differenza non con-siste che in ciò che il nero che si produ-ce subito coll’acido gallico spaiisce piùprontamente e più compiutamente checolle esperienze fatte alla temperatura del-1’ atmosfera.

« Questi fatti (egli dice) pii hanno fattosupporre che 1' acido gallico operi comeagente di riduzione sull’ idrato ili sesqui-ossido di ferro applicato come mordentesul tessuto. A Gne di assicurarmene, hoesaminato una certa quantità di bagnodove era stata operata la tintura, e hotrinato eh’essa conteneva in soluzioneuna grande quantità di protossido di fer-ro, mentre che nella tintura, nella solu-zione del tannico, non vi era altrimenti inriduzione del sesquiossido di ferro. Alladetta soluzione di gallato di protossido diferro ho aggiunto un poco di cloruro dicalce, e non solamente vi ebbe precipita-zione di una certa quantità di gallalo ne-ro di ferro, ma il liquido fornì inoltre unnero permanente sopra un nuovo pezzodi cotone mordente col ferro ; lo che di-mostra che il cloruro di calce ha mante-nuto il ferro del mordente allo stato disesquiossido.

«Frattanto trattavasi di lisolvere la que-stione importante, di sapere se la presenzadi un acido libero avesse accresciuto ilpotere riduttore dell’acido gallico? Perrisolverla mescolai una debole soluzionedi solfato di ferro con un po’d’acidogallico, e trovai che il primo precipitatoazzurro che si formava scompariva pro-porzionalmente all'eccesso d’acido, men-tre in un vaso di vetro esso lasciava un li-quido colorato in bruno, che racchiudevaun sale di sesquiossido e di protossido difeiro. Osservai inoltre, che 1’aggiunta diuna piccola quantità di acido cloridrico,solforico, od ossalico, diluito aumentavamolto 1’ azione ridutlrice. Quando da un

5 9