GAR
GANZA. Cappio che fanno i marinai al-1 ’ estremità di una manovra.
S. T. XXIV, p. 578 .
.Ganza. Fune raddoppiata e ben fasciatache si mette in cima al palo dellapesca, e dentro alla quale fermasi,mediante un barello, la sarzia dellarete nelje tarlane da pesca.
S. T. XXIV, p. 3 7 8.
GARA. Concorso di più persone perraggiungere lo stesso scopo o peracquistare lo stesso oggetto, provo-calo sovente dai governi per eccita-re P emulazione fra gli artisti e fragli artigiani, e talvolta per ottenereil maggior risparmio in un’ impresamessa all’ incanto od all’ asta.
S. T. XXIV, p. 578 .
GARAGOLO. Il cavastracci del can-none. D. T. VI, p. 3a5.
GARAMANZIA. Specie di diaspro rossi-gno, vergato di bianco.
S. T. XXIV, p. 38 0 .
GARAMONCINO. Carattere da stampa,minore del garamone e maggioredel testino {V. CARATTERI dastampa).
GARRARE. Dare il garbo, cioè incur-vare un pezzo di legno o altro, chedeve servire ad un dato uso.
D* T. VI, p. 325.
GARBATO o GARRO di una nave. \Modello fatto di tavole sottili unitecapo a cnpo, che si segano e taglia-no esattamente dietro le curve e di-mensioni dei pezzi o membri prin-C| pali, nella costruzione di una na-ve. I maestri d’ ascia cui si conse-gnano questi garbi, quando taglianoi pezzi di legname che formano laossatura del vascello, devono uni-formarsi a questi modelli.
D. T. VI, p. 3a5.
GARBO. Curvatura, piegamento in arcodi alcune opere. D. T. VI, p. 3a5.
Ind. Di%. Tee., T. II.
.GAR 17
Garbo. Il contorno delle foglie di un ca-pitello, di una cupola, di un vase,di un balaustro e simili. Dicesi cheun ornalo è di bel garbo per indica-re che ha una forma regolare, gra-ta all’ occhio e adattata al carattered'architettura dell’ edificio di cuifa parte.
D. T. VI, p. 3a5.
GARELLO. Pezzo di sovero raccoman-dato in fondo al cappelletto dellamancia della rete da tartan», e serveper segnale in caso che si strappinogli spilorci e si perda.
S. T. XXIV, p. 38o.
GARETTA. Torricella rotonda o poli-gona, di legno o di mattoni, che po-nesi ordinariamente negli angoli sa-lienti delle opere di fortifìcaziooe,ed ha alcune feritoie, per cui lasentinella che vi ripara dentro puòmirare nel fosso o all’ intorno. Daalcuni autori toscani viene chiamatacasotto. S. T. XXIV, p. 38o.
GARGAME. Parola usata dallo Strati-co, e che corrisponde a ciò che iFrancesi dicono a coulisse. Essaadoperasi per indicare una certadisposizione dei legnami, metallied altro, consistente nell’ unione didue pezzi, uno dei quali, a mezzo diuna linguetta, scorre in un incastrodell’ altro come pei cassettini degliarmadii ed in diverse parti di alcu-ne macchine. Gargame. a saraci-nesca indica più specialmente unaspecie di calettatura, ma senza col-la, che ne leghi insieme le parti; etale disposizione dicesi anche so-vente incanalatura.
S. T. XXIV, p. 38o.
GARGANEGA. Nome volgare di unaspecie di uva, che ha la proprietàdi durare più delle altre.
S. T. XXIV, p. 38o.
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