neva. È singolare l’opposizione dei giudizii che sul gusto di questo edificiocreilo dal Trissino pronunciarono il Temanza (p.4) e il Rigato (Osservazioni so-pra il Palladio.Vicenza 1811 p.4 4) conghietturando il primo dal carattere dellafabbrica autore il Palladio, ed il secondo il Trissino : tale è il valore che deeaccordarsi a quello che dicesi gusto. Fatto sta che la villa Gricoli non è pernulla palladiana, e che il Trissino spendendovi a rilento nel suo frequentepartire e tornare in patria, nel 1537 era presso al fine} sicché a lui in Fer-rara il 20 maggio dell’anno susseguente scriveva da Vicenza Girolamo Gualdo:
» Giovedì passato, che fu alti 16 di questo mese, il rev. M. Luca Bonsio, il Con-tino da s. Bonifacio, il Brevio ed altri gentiluomini e forestieri e della terrafummo a desinare in Cricoli, dove fummo ben ricevuti e sontuosamente trat-tati. Piacque a tutti maravigliosamente il silo-, nè meno loro satisfece la fab-brica, massime essendosi loro dato ad intendere al meglio che si fosse la mag-gior parte del disegno di vossignoria (7)». È adunque infondata l’asserzionedel Temanza che dice non aversi edificato il palagio di Cricoli prima del 4 536}nè tiene il ragionamento che vi soggiunge per negare al Trissino il vanto diaver istruito Palladio nell’architettura, alla quale se avesse applicato l’animoprima dell’anno dccimoquarto di età secondo l’imperiali, ciò sarebbe seguiloa detta di lui quattro anni prima dell’intraprendersi il lavoro, contando al-lora il Palladio non più che dieciotto anni. Ma il palagio di Cricoli si prese aristaurare fino dal principio del secolo, sicché il Palladio vi potè lavorare dianni quattordici senza contraddizione degli scrittori. La quale conchiusione,se il Temanza avesse veduto tutti i documenti, giovalo gli avrebbe moltissimoa difendere l’opinione che Andrea sia nato nel 1518 contro l’opinione delGualdo che lo dichiara uscito alla luce dieci anni prima. Dopo la stampa dellavita di questo scrittore si credette sempre nato il Palladio nel 1508, finchéil Temanza affermò (p. 1) d’aver veduto in Venezia presso il sig. GiuseppeSmith inglese un ritratto del Palladio di mano di Bernardino Licinio colla se-guente iscrizione: »B. Licinii opus - Andreas Paladio - A - Annorum XXIII-MDXLI (8)n. Se altro non fosse, il Licinio avrebbe diritto a maggior fede,perchè dipinse il ritratto sotto gli occhi del Palladio, ed ebbe in Vicenza lungastanza, sicché nel 1550 ne conseguì la cittadinanza pei molti lavori che vifece, oggi sventuratamente perduti (9). 11 Gualdo per contrario nato nel 1553visse lontano dalla patria, finché eletto arciprete della cattedrale di Padova ivi scrisse nel 1616 la vita di cui si parla, da dover essere spedita al Tuano,