Sofonisba . Questa storica inesattezza potrebbe attribuirsi al primo proposito giàda me riferito di rappresentare senza ritardo nel carnovale medesimo dopol’Amor costante anche la Sofonisba . La dilazione susseguita di un anno rendepoi inverisimile la conservazione di un teatro di legname in una sala desti-nata alle pratiche dei tribunali civili; e mi pare appunto che si riferiscano aldisfacimento del medesimo, appena seguita la rappresentazione della comme-dia, due note di pagamento che si leggono a pag. 94 del libro segnato 38Archivio di Torre cosi concepite: «1561, 26 febjo: habe due facchini hadisbarato lo pozolo per poter andar a cerco lo palazo per lo trabicolo dellacomedia, qual facchini portò la roba, legnami, fagoli era su dicto pozolo in la
casa mata_lire 1. 05. 6_e poco dopo: adi 27 habe m. alvise spezza-
pria per pagar fachini portò il legname grosso dal dito pozolo, ch’ha cosi co-manda li signori deputa 1. 2. 0. 0.». La rozzezza dell’espressione, la qualeanche per quella del carattere si mostra di una mano indotta, non dee farcontrasto a riconoscervi la memoria della scomposizione di un lavoro seguitoappunto nell’epoca di cui si tratta. Oltre di che si potrebbe pensare che iteatri o scene di quei tempi erano sale fisse ed immobili, decorate dagli ar-tisti all’uopo della rappresentazione, nè capaci dei mutamenti moderni; parequindi inverisimile clic la invenzione di una scena per una commedia d’amorepotesse bene acconciarsi alla dolorosa imagine di una tragedia quale si fu laSofonisba che i Vicentini produssero con tanto di spesa e di effetto che non siera da lungo tempo veduto l’eguale ( 23 ). Dopo l’anno 4 564 la sola memoriaregistrata negli atti dell’Accademia è un’avvertenza seccamente riportata dalcompilatore che dice: 4 570: «leggesi un’annotazione che il Palladio operassediverse cose per li signori accademici». Il lettore indovini la fatica, dellaquale non porgono modo a cavarne verisimile conghiettura le azioni degli ac-cademici, dopo che ebbero stanziato di non metterne in pubblico alcun’altra;conciossiachè fosse impossibile eguagliare il successo meraviglioso della Sofo-nisba . Da questo proposito si mutarono allora solo che nel 4 579 deliberaronodi recitare pubblicamente nella casa dell’accademia una nuova pastorale; diche ne nacque il pensiero di un apparato coperto di legno che fu quello delTeatro Olimpico, in cui primo si recitò l’Edipo. Ma prima ancora di questofatto,nel 4 576 essendosi di Venezia ritirali in Vicenza , tra le altre città finoallora illesa dalla pestilenza, molti illustri personaggi ed ambasciatori stranieri,fecero mostra gli Olimpici « di un pubblico apparato nella corte di loro resi-