il Palladio al tempo stesso erigeva alla Carità, giacché questo del Trevisan sidice del 4 567 : tutto l’interiore edificio decoravano ad un modo i freschidi Paolo e di Zelotti , e gli stucchi del Vittoria; ma con gran parte degli scom-posti ornamenti del giardino, sparvero oggidì o furono guasti gli egregi lavoridei tre valenti, diventata oggidì la casa accesso alle conlerie del Dalmistro.
Poco fuori di Venezia, al confine di Sira, il Muttoni ed il Temanza non pe-ritarono di riconoscere per palladiano il palazzo Bernardo, poi Venier o Valier,in ultimo Foscarini, al confluente del Piovego nella Brenta : lo accoglieva tra leinvenzioni incerte il Bertoni, notando molte anomalie di proporzione in tuttele parli dell’edifizio dalle norme del Palladio. Il Temanza confermava la suaasserzione per un ritratto che vi si diceva raffigurar nella persona di un po-vero il Palladio stesso, opera di Paolo che vi avea con altri buoni pennellilavorato a fresco in lutto il palazzo: Cristoforo Hojer nel 4 825 distruggevaogni cosa sino a terra. Ivi dappresso un’altra tradizione, che non ha trovatoeco in alcuno scrittore, ripete palladiano altro palagio Foscarini, oggi Martini,troppo a dir vero lontano dalla semplicità del vicentino maestro, anche noncurale le recenti riforme.
Dalle civili volgerò il discorso alle fabbriche sacre attribuite al Palladio inVenezia . Tutti i biografi di lui, tutte le Guide di quella città si accordano nelpronunciare questo giudizio delle chiese di s. Lucia e delle Zitelle. Il più an-tico testimonio della seconda è lo Stringa nelle Giunte alla Fenezia del San-sovino stampale l’anno 4 603, in cui la dice fabbricala sul modello del Pal-ladio, ma terminata dal Bozzetto. Contemporaneo alla fabbrica, egli ha trovatofede presso tutti gli scrittori, avvegnaché non sia mai uscito fuori un docu-mento che confermasse la sua asserzione. In alcune carte che si conservanopresso quell’istituto, si nota che il 4 5 aprile del 4 564 Girolamo Venier fa-ceva il primo acquisto del loco per ducati 8000; di qua il principio dell’isti-tuto: il Sansovino non facea nel 4 580 motto alcuno della fabbrica dellachiesa: ma poco dopo quelle donne educatrici per continuare la medesima por-gevano supplica al senato, che il giorno 25 giugno 4 582 concedeva a loroprofitto «il legname dell’armatura della chiesa del Redentore , quando questasarà finita di fabbricare del tutto sì dentro come di fuori ». Trattasi qui dun-que d’una costruzione appena sorta da terra : un altro scritto del 4 9 marzo4 583 avverte che negli anni decorsi si era cominciata la fabbrica della chiesa,al cui proseguimento esorta i buoni per un’elemosina, e vi sono segnati i