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alla storia di Vicenza Pab. Cadorin che vide i documenti, in cui egli si dicepiù liate vicentino : di qua la conghiettura, che anche Antonio trovalo dalTemanza fratello a Paolo abbia con esso in Vicenza comuni i natali. Ma la-sciando di Antonio, Paolo che è certamente vicentino , dal 1567 era al ser-vigio della repubblica nella materia delle acque, di cui rende conto anche ilZendrini; i suoi progetti poi del ristauro del Palazzo ducale , e per la costru-zione del ponte di Rialto Io palesano uomo ben altro che straniero alla fac-cenda del fabbricare. Il prof. Cadorin cel dice proto della chiesa di s. Marcodi Padova , ove aveva la sua ordinaria dimora: quella chiesa oggidì convertitaa profani usi non basta a farci capaci della perizia dell’architetto, ma rendetanto meno inverisimile la chiamata di lui anche nella città che il vide na-scere. Un decreto dei Pregadi in fdza del 14 novembre 1594 eleggeva uncotale Giulio di Tonini detto Viola in sostituzione di Paolo che vi è dettoproto delle pubbliche fabbriche di Padova , sortitovi fino dal 1576. Ma diquesto valente nessuno fuori del Cadorin e del Zendrini aggiunse fin qui lenovelle, che il mostrino adoperato se non nella patria, almeno in Padova , incui sorsero tante fabbriche del suo tempo, che a torto abbiamo veduto bat-tezzate del suo chiaro concittadino.
Ottavio Orefici, benché appartenga al principio del secolo XVII, sta ultimoin ischiera di quegli architetti, di cui furono facilmente invenzione colaliopere attribuite al Palladio anche un cinquantanni dalla sua morte. Il suo Ar-chisesto stampato l’anno 1627 lo dichiara seguace delle sagome seamozziane;ma la sua lettera del 1620, descrivendo assennatamente il teatro olimpico,deplora la rovina che con tanti antichi monumenti comprese anche il Berico,di cui Io dice un’imitazione per opera de\V eccellentissimo e non mai appienlodato Palladio. Uomo di pronto ingegno e di molteplici cognizioni legge difilosofia nel 1605 agli olimpici} offre nel 1630 alla Repubblica il piano dellefortificazioni della sua patria; assicura nel 1637 con facile argomento il voltominacciante della vecchia cattedrale, erige la sua casa in Brendola.
Edificavano a quei giorni in Vicenza con data certa nobile ingresso al lorogiardino i Valmarana nel 1592, e l’anno dopo un palagio in contrada di s. Co-rona: poco lungi Giambattista da Monte elegante casa nel 1581: nel 1585piantavasi di pietra il ponte delle Torri , manifesta imitazione di quelli del Pal-ladio per Montebello e Bassano : decorava il capitanio Pietro Paolo Battaggianel 1608 di maestoso arco l’ingresso al Campo Marzo: aggiungevano due
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