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biografi, sig. Quatremére de Quincy , il quale con suceosa brevità ritraendo ilvero carattere dell’architettura del Palladio, lo purgava per tempo da alcunecensure, a cui più tardi veniva fatto segno: rendendo omaggio al genio deldotto scrittore, io procurerò non tenue peso alle osservazioni che qui recocolle sue stesse parole: «Dalla data della sua nascita si vede che il Palladiopotè abbandonarsi all’esercizio dell’architettura, quando da più di un secolosvincolata dalla barbarie del medio evo era stata richiamata ai suoi antichiprincipii, a’suoi veri tipi, ed alle tradizioni del gusto degli antichi. Difattipegli esempli e gli sforzi de’ più celebri artisti del secolo XV, era stata perpoco innalzata al punto della maggiore perfezione.
Tuttavia è certo che le opere di Brunelleschi, di Leone Battista Alberti , diBramante , di Baldassar Peruzzi, di San Micheli, dei due San Gallo, dovevanooffrire ai successori una strada di già percorsa con tanto successo, che conse-guirne di nuovi diveniva ben più difficile. Allorché i primi posti sembranodi già occupati, è assai naturale a quelli che seguono farsi seguaci dei primi,o crearsi una falsa celebrità per la smania di capriccio e di bizzarria che hasempre Io spirito umano: il Palladio ebbe il vantaggio di schifar l’uno e l’altroscoglio. Dopo tanti abili originali, egli non solo seppe essere tuttavia originale,ma divenir modello su cui si regolò la più parte di quelli che in molli luoghihanno fatto brillare l’architettura. Il suo gusto divenne dominante in Europa , edegli ha dato il suo nome ad una maniera che non ebbe rivali : tanto è veroche in tutte le arti vi ha sempre un posto novello per l’uomo a cui la naturaabbia donato il privilegio di vedere, di sentire, di pensare da se medesimo».Dopo questa introduzione, in cui si vede il Palladio messo, direi quasi, alposto del suo secolo, l’egregio autore considera la opportunità delle occasioniche gli offersero ricchi cittadini vogliosi di perpetuare la loro celebrità conuna fabbrica domestica, meglio che la potenza di uno stato con uno o più mo-numenti magnifici, i quali non avriano offerto all’architetto il destro di ali-mentare, siccome tra i privati, la gara di tante opere, di cui egli abbelliva ilveneto territorio divenuto la scuola dell’architettura in questo genere; quindiei prosegue di questo modo a calcolarne il carattere: «L’eccellenza del gustodel Palladio, ovvero ciò che ha donato alla sua scuola una più grande auto-rità si è questo, che egli ebbe cura delle piante più che non si aveva fattoprima di lui; ch’egli le rese più accomodate ai bisogni dei tempi moderni,ed alle facoltà dei possessori ; ch’egli ha saputo fare sfoggio di grandi dimen-