Non meno delle altre è bella questa conclusione, poiché io haver ridottaquella facciata in termini talli che si può dir non ceder a qualunque altra an-tiqua e ben intesa architetura, offerendo mi pronto in ogni ocasione con fon-datissime ragioni dimostrarlo, se ben a quelli valenlhuomini pare confusione,perchè non intendendo altra architetura di questa pur sua tedcscha, che convero nome si può chiamar confusione, non ponno lodare per bona non la in-tendendo.
Del fare il porlicho di fuori, quantunque rompi la facciata, pur facendollocon buono ordine renderà grandezza et commodità al opera, et io il lodo. Nemoltiplicherò più parolle, perchè liavendomi lo III. Sig. Conte Fabio detto oper nome di V. S. Illmo. et suo et del Illrc. suo cognato che io dia una voltadeli, mene venirò quanto prima haverò comodità, et suplirò a bocha a quantoper non alediarla in più longa scritura liavessi manclialo, et con il fargli bu-rnii riverenza gli basio le mani
Di V. S. Illma.
Humilissimo ServitoreAndrea Palladio
XXII.
Intorno la fabbrica del S. Petronio . 41 C. Giovanni Pepoli (*)
Illmo. mio Signor.
Essendo che già molti giorni io mi ritrovo in Vicenza , e non havendo senon l’altro licri possuto haver il disegno, non già ancora le scritture, per esserestato commesso dal corriero al maestro delle poste che non desse cosa alcunase non in mia mano propria, ha causato che senon hora rispondo a V. Sigria.Illma. Dico adunque che io ho veduto e considerato il parere del Sigr. Bolo-gnino e le sue bellissime raggioni, e medesimamente la buona risposta delsignor Palleotto; e facendomi quella molto instanlia che pur liberamente iodica il parer mio, altri desiderando il portico, altri la facciata alla chiesa diS. Petronio, dirò che la facciata seria certo cosa molto bella, et Vitruvio descrive(*) Ved. PAnn. n. 79, e le Scritture n. XI, XII, XIII e XXI.