- Vili —
architcctorum, de quibus in dieta parte 1498; idcirco proponitur et sic vadit pars, quafirma manente parte anni 1498, cui non intelligimus modo aliquo per praesentem partemderogari in omni eventu: fabrica podiolorum dicti palatii fmiatur, exornetur et repareturcum modo et modellis per dictum Julium Romanum propositis per Consilium eligendum:balotata obtinuit prò 68, cantra 40 (libro I Pari. 149).
(18) Il Palladio per suoi viaggi ebbe i seguenti rimborsi:
1549 25 settembre, per tanti contadi al Palladio per pagar un cavallo da nollo edaltre spese per andare a Piovene troni due marchetti sedici.
1549 24 decembre. Have il Palladio per andare a Venezia a far lo accordo coispezzapreda per sua spesa troni venti.
1550 17 aprile. Ilave il Palladio per comprar una cagna de ferro per tirar su lepietre troni cinque marchetti otto.
1550 1 settembre. Have il Palladio per andar a Piovene a ordenar che vengano leprede a Vicenza troni due.
1558 8 marzo. A M. Andrea Palladio per resto e a pagamento della corda novafatta far in Venetia per ordine del mag. Jacomo da Trento troni quaranta marchetti sedici.
Le notizie di questi pagamenti, come quelle tutte intorno la basilica, sono tratte dall’ar-chivio di Torre nei libri segnati N. 38, 39, 40, 41, oltre che nei libri delle Parti e Prov-vigioni degli anni relativi.
(19) Il m. Girolamo che lavorò nel fregio del primo ordine delle loggic della basilica,dev’essere il medesimo che operò le statue dell’apparato Ridolfi nel 1543. Egli è facilmenteil Girolamo Pironi ricordato dal Vasari , che dice aver lui fatto in molti luoghi della suapatria Vicenza opere lodevoli di scultura e pittura (Vita Sansovino). Le Guide di Padova leggono il nome di lui nell’aletta di uno dei pilastri che sostengono la cappella di s. An-tonio, degni di osservazione pel minuto lavoro di foglie e figure scolpite a basso rilievo.
Anche m. Lorenzo è lo scultore dell'apparato Ridolfi, chiamato molto eccellente dal Pal-ladio , il quale dice di sua mano le statue nell’estremità dei piedestalli che fanno poggio allescale delle loggie della Rotonda. Nei registri d’archivio è detto Lorenzo de M. Andrea for-naro, ed anche M. Lorenzo di Adria fornaro. Portava il cognome de’ Rubini, che si leggenegli Atti dell’Accademia olimpica, a cui fu aggregato, sostenendo il grado di conservatoreal pari del Palladio. Sono frequenti i nomi de’ Rubini in Vicenza negli Atti pubblici di queltempo; e il testamento di Alessandro Vittoria pubblicato dal Cicogna (tom. II. p. 125) chia-ma suo coerede e nipote un Virgilio figlio di detto Lorenzo, seguace della professione delpadre e dello zio. Lorenzo viveva tuttora nel 1568 e fu ancora padre di un Andrea pittore.
M. Francesco nei registri è detto di Asolo, ed è forse il noto Francesco Albanese fioritopiù tardi come scultore e come architetto, vivo ancora nel 1597.
Ad eccezione dei due Palladii, mancano notizie degli altri scultori : il tagliapietra che la-vorò gli archi della basilica fu a principio m. Annibaie da Padova , a cui successero nel 1553m. Alvise Sbari e m. Rernardino vicentini, m. Valerio e m. Zuanne Antonio padovani, e m.Pasqualin da Venezia ; nel 1572 m. Guglielmo si obbligò dell’esecuzione intera di un arcoall’anno, e in suo difetto nel 1585 fu scambiato da m. Gio. Grazioli, durato fin alla line.