dargli, a beneplacito della città, quelli lochi che al presente possiede il superstite di questamagnifica città, con tanto terreno che sarà bisogno per far la prospettiva, senza la qualenon si potria dar perfetion alla fabrica nelle prigioni vecchie ; cbligandosi essi accademicidi pagar ogni anno al detto superstite quell’affitto che importerà una casa atta e comodaper la sua habitatione, et apresso dargli tutte quelle sodisfazioni che in materia d’altro utilepotesse pretendere, con l’intervento delli M. S. Deputati. Qual affitto et utile gli sarà datoogn’anno un mese innanzi S. Martino, cominciando la prima affittanza il detto Martino 1582.Il che le M. V. facendo, oltre che faranno cosa degna della loro solita benignità et liberalità,senza danno o pregiudizio di alcuno, tutti li Accademici si sforzeranno di far sì che mai sitroveranno pentiti delli molti favori et grazie ad essa Accademia cosi prontamente con-cesse* .
Seguono le condizioni medesime del documento c oltre i patti e cauzioni pel pagamentod’affitto.
«Balotata habuit in consilio prò 78 c. 35 et publicata quia obtinuit* (Part. III. 381).
(96) Nel fregio della prima sala dell’Odeo si vedono rappresentate le cinque più celebriazioni degli Olimpici, in cinque speciali compartimenti, VAmor costante, la Sofonisba ,Y Edipo, il Torneo, la Festa ai Giapponesi. La pittura è del 1595 : è degno di nota comein quello dell'Edipo raffigurandosi la prospettiva della scena dell’Olimpico si mostra parteancora del soffitto a lacunari, indizio che era tale anche prima della stampa dell’Orefici1620 .
Se per avventura potesse poi credersi che le vedute dei due teatri nelle azioni dolYAmorcostante e della Sofonisba rappresentassero le forme veramente erette nella basilica, avrem-mo in esse la figura del teatro immaginato dal Palladio : la scena della Sofonisba rispondecertamente alla descrizione che ne fu riferita a pag. 42 in queste Memorie.
Per non lasciare inosservata la pittura, che adorna la seconda stanza dell’Odeo affatto stra-niera al Palladio, ne dirò qui alcun poco, perchè si cessi di attribuirla al Fasolo morto ottoanni prima che si fabbricasse il teatro; essa è della scuola del Maganza del 1595.
Un intercolonnio corintio copre le pareti tra i vani degli ingressi e delle finestre: ognicomparto comprende in una nicchia una statua a chiaroscuro destinata a rappresentarvi i
giorni della settimana.
Lunedì sotto la
figura di
Diana
Martedì
•n
Mercordi
v>
Mercurio
Giovedì
11
Giove
Venerdì
Venere
Sabato
Vi
Saturno
Domenica
11
Apòllo
Figura del Tempo armato di falce, fin qui battezzato per Ercole.
Sopra la trabeazione dell’intercolonnio ricorre una serie di scudi preparati a ricevervilo stemma degli accademici, dopo che si rinunciò al partito di rappresentarli insieme coinomi sotto le statue: ma anche quella fattura non fu mai compiuta.