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1 (1652) Oedipvs Aegyptiacvs : hoc est vniuersalis hieroglyphicae veterum doctrinae temporum iniuria abolitae instavratio : opus ex omni orientalium doctrina & sapientia conditum, nec non viginti diuersarum linguarum, authoritate stabilitum : felicibus auspiciis Ferdinandi III. Avstriaci sapientissimi & inuictissimi Romanorum Imperatoris semper Augusti è tenebris erutum, atque bono Reipublicae literariae consecratum
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CDoppo l'obliquo e torto suo camino

Onde qual Idra il Nil sue bocche /pande 9Veduto sol fin or gigante e grandeScuopre al fin la sua cuna , e fi bambino ,Vedrai Signor ne comendati gesti

Di quei Re ch'aüe leggi fipiegaroAl viuo ejpreffo i m firnulachro cbiaro*Di cid ehe tu nel tuo regnar facesti .

E tanti Numi in forma danimali

Ifidej A nubi, Api, o Ser api, o Ostri ,

E tanti nati at Mondo altri deliriSol da Egitto conofeere i Natali .oJlda in que' Saggi non tanta JciocchezgjL-j

Ctiin quelli Dei per cui fumetr gli AltariNon chiudef/er misteri afeofi e rari ,

De quai'l dotto Atanafio or da contexta,Tiü auanti poi ti sojfrird vna Scuola .

(DaJatollar i piü ajfamati ingegni,

Poi ehe siritta con quegli oscuri segniContiene vna scienzjz ogni parola .

U Car at ter cUin ogni creatura

Impresse il sito fattor ma nqn vedutoCofi da ognun , da ognuno or cono/ciutoSara con suavirtute e sua natura ;

Non altramente credere po/Jiamo

Chil nome alia virtü corrifpondente_,D'ogrit cosa qua giü con saggia mentc_j,Ponesse allora il primo Padre tAdamo .e Medicina vulgär qui fi hd per vana_>

Che sol cd fuoi contrarij il mal difiaccia ,E quella a comun pro jol fi procaccicusChe per propria virtü gli Vmori appiana,0 quat dt luce rtfplendentt lampi

Per rintracciar gU arcani , or nelle belue ,Ne gli auget, nelle pietre , or nelle se lue,

Ne mutt pefci ; or mfioriti campioAA ander anne Atanafio ! omai godete_>

Ofigli dEsculapio , ch'il perdutooAdodo dei ben curar con tale aiutoDe gli egri a pro riftaurar potrete .

Ghi