ccgviii ISTORIA DELLA VITA
tiva 5 ella che sapea il modo di poter’ottener Tintento ; fè al Signore pia-ceva 3 riferì il tutto a 8- Marziano. E veggendo questi, che era gloria diDio ; e che non altri, che S. Gennaro, chiedea il Verbo per gli bisogni diquella Chiesa 5 a virtù d’obbedienza, impose a Fausto, che faccettaste*Virtuosa azzione ! Il Santo, benché prima ne foste tanto alieno 3 a questevoci, pronta e lietamente abbracciò la carica 3 con infinito gaudio,ed ine-splicabile consolazione de’Legati Beneventani (4).
Ma non godettero già a questa nuova i Patrioti Napoletani : impe-rocché cominciaron'efîì a contendere,co i Beneventani suddetti per que-sto affare. Di modo che non son nuove, le liti per S. Gennaro, con colorodi Benevento: ma antiche tanto, quanto è '1 passaggio del Santo a quel Ve-scovato. Si lagnavano i Napoletani Chierici , anche a testimonianza dimolte lagrime, in affermando 3 ch’era quello un partito molto gattivo, diprivarsi ad occhi veggenti, d’un Patrizio sì raro. Aggiungevano di van-taggio, che'l cader di S. Marziano, perche vecchissimo, se non era moltolontano; molto necessario sarebbe stato, che la Chiesa Napoletana in queltravaglio, un Gennaro s avesse ritrovato tra' suoi. Alle giuste querele deChierici, s’unironoin istranaguisa , quelle diT.Cesio Teodoro novelloArconte, e del Senato, e de’ Patrizi e de’Popolani. Ma turbe furono que-ste, che nulla valsero contro f ordin di Dio, che a' bisogni di quella Chiesavolea soccorrere (5) . Quindi fu, che S.Marziano dolcemente sedogli,conraccordare; non esser che scelleraggine, far resistenza al Voler divino?qual’era allora, che Fausto se ne passasse a quella Sede, che lo chiama-va (6).
Terribile certamente fu il colpo , che ricevè la Repubblica, e Chie-sa Napoletana. Nondimanco , perche obbedienti al Prelato loro ( obbe-divano a quei tempi i Principi, ed altri a’Superiori ) si ritirarono, benchécon alquanto nobil rossore, dalfintrapresa. Rossore tanto più grande *quanto che altra volta; prima cioè, che Fausto s'obligasse di verginità edSignore 3ancorché dal!'Arconte Stefano Padre, e da altri molti, aiutati ?pure avean sortito rea fortuna, di non averlo potuto innalzare al Gover-no della Repubblica (7) . Cheche fosse di cio(siegue a dir Manuele) se ci èlecito a congetture passare; ed Arconte e Vescovo, f ebbe da Dio , ed h#»!'Qrdine e Popol Napoletano; ed in modo tanto migliore,quanto più for-tunatamente gli accade (8).
Alfincontrobaldanzosii Beneventani, avvisaron la lor Città deLl’evento; e se credibil dee essere, infinite grazie al Signore, insiem con est*ne resero. Quindi, per far corona al lor Vescovo,molti si spiccaron da B c 'svento : ed uniti con lui in Napoli 3 tantosto senza porvi dimora, di b eiDicembre, Fausto in lor compagnia partì per Roma,a S.MarceUino Po ,rtefice, p er esser Vescovo consagratodalui (9). Ma giacche spira Fan * 10CCCII, e S. Gennaro viaggia; duopo è, che spiri anche il Libro III. P re "sente , e che noi ci riposiamo fin tanto, ch’egli adornato sia del carz tteîeVescovile.
NO-