ISTORIA DELLA VITA
tafani onorato ; certo e, cbe meritano gran laude i Be-neventani,per averlo eletto lor Vescovo. Meritano al-Rincontro sommo biasimo i Napoletani , per averlotrascurato’, quando ben poteano eleggerlo dopo la morteo di S- Eusebio , o dì S. Marciano , cbe forse circa altempo di S.Gennajo l’un dopo Poltro fiorirono.
Parea dico più ragionevole . Sed verbum videtur,denotaificlionem . Se i Vescovi e Prelati, solfe in po-ter de’Popoli, e non di Dio, di determinargli a’Iuo-ghi; i Beneventani non arebbono avuto S. Gennarolor Vescovo; ma i Napoletani, che con lagrime ilchiedevano. Dio però* che sapea , che più bisognavaS. Gennaro a quella greggia , che stava alle furie de’Tiranni Idolatri soggetta , che a Napoli, ove si stavain pace; perciò desse più tosto un Petto Napoletano,l»n S. Gennaro, per guida e difesa de’bisognosi Bene-ventani; che per ristesti» Napoli, città libera e sicura.Onde vo’ dire rivolto al Santo , quelle parole, che laReina Saba disse al Re Salamene, cap.i Jib.$.Reg.Bit Dominus Deus tuus benedfàus , cui compiacesti ,&posuit te super Tbronum Beneventi (Israel) eo,quod dilexerìt Dominus Beneventum ( Israel ) insem -piternum : Et constituit te Episcopum (Regem") ut fa-ceres judicium, & justitiam. Oltracchè fu troppogattivo loicoil suddetto Beneventano , in argomen-tando; Dal non averlo eletto i Napoletani per loro V ?-scovo , al non averlo potuto eleggere. Perche se mai ciòvalesse; potrebbe alcuno anche dire,e dirittamente^;Il Signor Beneventano non ba scritto bene » dunquenon ba voluto scrivere bene. In fatti, tanto men’egli èscusabile, quanto che non avendosi prima la Leggen-da d’Emanuele nel pubblico, ma solo gli Atti delMartirio (in cui del principio del Vescovato del San-to, non v’è parola) per ogni conto non dovea si fran-camente decidere in quella Storia, che non sapea an-cora come accaduta. Resta adunque conchiuso il tut-to : c che ben degni di laude furono i Beneventani,in corrilpondere con fervore al dono, che loro facevaIddio; ma degnissimi d’ogni encomio i nostri Napole-tani, in obbedire al volere divino si prontamente.
Dalle anaidettecose si scorge, quanti sogni e ciur-merie oso scrivere Davide Romeo : Che ricusandoGennaro, si mandaron legati a S.Marcellino,che col-l’ubbidienza il costringesse ad accettare ; che questi ilfece* che al Santo apparve il morto Vescovo, ammo-nendolo dello stesso; e che Fausto perciò si r tfc'.Dumhanc adeosanciam vitam ageret ( sono le sue parole )failum est , ut qui clam Christum sanEîa religione Be-neventi colerem, Pontifice orbarentur ; oc vitum tan-to Munere dignum ele&uri , ad Sacerdotiam convene-rant. ai bis rebus moti , viva omnium voce ; fanua-rio idnunquam appetente , altro mandar untVere bo-tar enimvir modestijfimus , ne tanto onere opprimere-tur ,sijustinere non potuiffet , & deponere non liceret.Sed Beneventanorum Coetus , illico Legam Rotatati-*misttad Cajum P otitificem Max ., vel Marcellinum
{hi enim per e a tempo/a Romani Pontìfices erant ) utfibi assentirei , resque illius testimonio comprobaretur,& J (innario sacer dotiam mandaretur . §)ui ne onus atanto viro Sacrorum Rege,Cbristìque Vicario fibi iffl-pofitum abjicere videretur ; cumque in somnis ab An-tistite Beneventano , qui jam de vita decesterat , mone-ri visus ejset ; ìnvitus non ad imperandum , sed ad pa-rendumpotias sufeepit. Tanto scrisse costui primosporcatore della Vita Intemerata di S. Gennaro. Epure Paolo Regio nel 1579 , il costui loto spedì peroro, i di lui sogni e fole, continuando a spacciare pervera Storia. Anzi rislampollc nel 1592, tanto pre-ziose pareanglijdandoansa al suo piacentiere F. Egi-dio Scaglione, di pubblicar colle stampe Pi stessa-,baja.
Ma si passi ad altro. Che’l suddetto anno dell’elez-zione, fosse Pistessojoa. in cui fu ordinato prete , sivedrà nel seguente Libro . Notando in tanto la varialezzione del Marcianus , tre volte cosi scritto in_»questo luogo d’Emanuele. A suo luogo sopra sem-pre leggemmo Martianus . lo per me, a quel che neposso dire, è, che Perrore d’un r con un * , è facilis-simo nel greco, e massime in questo nome : benché iopiù tosto stimi scorretto il Martianus . Ed in vero, ilvedervi scritto, oltre queste tre volte’, sempre Mar-tianus ; m’ha rattenuto, a più tosto chiamarlo Mar-ziano , che Marciano , qual più corretto lo stimo:giacché ne gPantichi nostri Calendari, di lui parlan-do, si trova scritto S.Marcianus Epifcopus. Compro-vali eziandio dall’averne in Napoli, anche marmi de*Marciam' Napoletani d’aliora . Eccone il seguente-».Questo Ceppo si vede oggi in Napoli, accanto unaSpezieria di Medicina, a’Banchi nuovi, quasi dirim-petto a’SS.Cosma e Damiano.il Campanile nella Fa-miglia Marzana, il rapportò scorrettissimo, dicendo(con insensibile abbaglio ) che stava presso S. Gio-vanni Maggiore . lo però Pho letto nell’accennatoluogo: e dice, che Ancario Procolo, ed Ancario Pro-eliano fratelli, Persero alla Madre Marcia Marciana;appunto cosi:
D . M
MARCIAR . MARCIA NA
ANCHARII . PROCVLVS
ET . PROCLIANVSMATRI. SANCTISS 1 MAE
Potrei altri molti marmi portarne ,ma non è tem-po e luogo da queste cose. Restando adunque a dire,che di tal nome fu l’Imperatore Marciano ; e che-,S.Marciano.o Marziano forse mori nel zoz; giacchéqui è l’ultima volta, che di lui Emanuele ragiona-.:non debbo tacere il mio lentimento, che in tanto,uom il chiami, come più gli aggrada ; e venga pur’e-gli donde si voglia; o sia da Marte ,0 da Marco: poi-dacchè non solamente la Marzia Gente, [ma la Mar*eia ancora, ebbe Roma antica, che le produsse,
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