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de' principali punti, ne quali circa le opinioni de ſudettiAutori io mi rimango Duhbiſo, ad effetto di poterepiù ſpediti palſarcene poſcia alle noſtre ſpeculaiioni-
E veramente il Boile, come ingegno, che non cos ditutto Sappaga, ſinceraments Ba confeſbata la difficultadella queſtione, ed accennando ſolo alcuna coſa circala preſfione maggiore dell aria eſterna, che dell inter:na al cannellino ſopra l acqua ſottopoſta, vi frameſcein parenteſi non sò che delſa fleſſibilità delle particole-acquee, che meglio s adattano al vetro, e ſenza dila·tarli, ö ſpiegare piii oltre ĩ ſuoi penſieri, laſcia indeciſoil problema; onde piu toſto gli ſi deue la lode d hauertentando riconoſciuta, ſe bene in dubbio ja via di ſcio-glierlo, che d hauerlo perfettamente diſciolto. a
Piu s·è inoltrato il Padre Fabri ingegnoſo Matema-tico Gieſuita, che negli accennati ſuoi Dialoghi ſtabi-liſce per riſſoluto il Problema dalle ſeguenti ragioni.
E prima ſuppone egi la grauità delbaria nel che nõdiſcordareſſimo, inſegnandoci moltiſsime eſperienze,che Laria ſia graue,& eſerciti la ſua grauità contro cia:ſcun corpo immerſole, e ſottopoſtole, anzi non diſcor-dando pure dallo ſtiſſo Ariſtotile, che nel 4. de Cœlocap. 4. C inſegna, che Suo in loco grauitatem habent omnia prater ignem; ma ſolo reſto perpleſſo alla deter-minatione dell' altezza dell' aria, che per detto di que-ſto Autore nel Dialogo del Fluſſo, e rifluſſo, quando ſtàſotto l Orizonte la Luna,& molto più alta, che Hiſteſſo.Cielo Lunare. Tuttauia ciò poco importa, perche co-
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