36forza di quellvltime, che ſono immediate alla ſpon-da del vaſo,(le quali ſubentrando ne ſpatietti, oue nonSaria, non ſentono preſsione) pud ſeco condurleʒ; ondeche pid alto ſalgono ſucceſsiuamente le piu proſsimealla ſponda,& all hora ſi fermano quando ſonò in equi-librio queſte forze, cioè quando le particole, che toc-
cano la ſponda ſono peruenute à quellꝰ altezza, ouemaggior mole d acqua non poſsino con la viſcoſii lo.ro ſoſtenere in quel cuneo, che perd ne reſtarà la ſu per-ficie dell acqua concaua da quella parte ſino à quella di.ſtanza dalla ſponda, alla quale la forza di tale viſcoſitàperuiene, laſciando il rimanente delbacqua verſo il me ·⁊20 del vaſo piana à liuello dell' orizonte. A.
E perche può accadere che il vaſo ſia cosi ſtretto, chela forza di tale viſcoſità giunga ſino al mezo della ſu -perficie del liquido, dilatandoſi per ordinarie queftacuruità ſino à mezo dito, e più della ſponda; in quelcaſo congiongendoſi la curuità della ſuperficie di eſſoIiquido verſo vna ſponda, con quella, che verſo Paltras inalza, laſciano concaua a guiſa di meza sfera, ò forſe,direi io, di cauo parabolico la ſuperficie di quel liquido.
Inteſe le coſe ſin qui dette; conſideriamo di gratia dSignori, ciò che ſeguirebbe, ſe li due cuneilche cosi chia·mo le predette portioni acqua, che à guila di biettavinalzano lungo la ſponda ſopra Eordinario liuello) ſeli due cunei, dico, delle ſ ponde oppoſte cosi l'vno albal-tro s accoſtaſſero, che la forza d vno S oſtendeſſe ſinodentro dell altro, ed oſſeruiamo perciò la figura, che ci
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