Band 
Volume secondo.
Seite
11
JPEG-Download
 

CHIESA DI SANTA MARIA IN ARA-GOELI

11

« egli lo adora ». Le pitture, di cui vedesi fregiata la vòlta del Coro , sono di Niccolò Tromettada Pesaro , che leseguì nel 1565. Il quadro, che nello stesso Coro osservasi dietro allaltare inuna graziosa Edicola di legno di noce con colonne corintie, è una bella copia di quello di Giulio Romano , detto la Madonna della Gatta, che si conserva nella Galleria degli studii a Napoli .Fu questa chiesa, per circa mezzo secolo, posseditrice duno de capolavori di Raffaele, cioè delquadro conosciuto sotto il nome della Madonna di Foligno, fatto eseguire da Gismondo oSigismondo Conti , celebre segretario di Giulio II , per laltare maggiore di questa chiesa, siccomeattesta Vasari nella Vita dello stesso Raffaele. Nel 1565 Suor Anna Conti, nipote del menzionatoGismondo, fece trasportare lindicato quadro in Foligno , collocandolo nella chiesa delle Monachedi S. Anna, ove rimase sino alla fine dello scorso secolo, ed ora finalmente ammirasi, come unode principali suoi ornamenti, nella Pinacoteca Vaticana. Un semplice epitaffio nel pavimento diquesto Coro addita il luogo, ove fu sepolto il nominato Gismondo. Ora è venerata nel dettoaltare quella immagine di Maria che una volgare e pia tradizione ascrive a S. Luca, e si credecon fondamento esser quella stessa che da papa S. Gregorio venne processionalmente recata allaBasilica Vaticana per ottenere la cessazione di una terribile pestilenza. Nella figura 2 dellaTavola XIV se nè data una fedele riproduzione. Ne pilastri accanto allaltare maggiore, ovesono al presente gli altari di S. Carlo da un lato, e di S. Giuseppe dallaltro, esistevano dapprimabelle pitture a fresco rappresentanti il medesimo soggetto, cioè S. Lodovico: di ambedue ci hatrasmesso memoria il Vasari , narrandoci nella Vita di Stefano Fiorentino , che «fece in Aracoeli « in un pilastro accanto alla cappella maggiore a mano sinistra un S. Lodovico in fresco, che« è molto lodato, per avere in una vivacità non stata insino a quel tempo anche da Giotto « messa in opera » ; e nella Vita pure di Tommaso detto Giottino racconta, che dipinse « in« un pilastro dAracoeli un S. Lodovico molto bello accanto allaltare maggiore a mano ritta ».Inoltrandoci ad osservare ciò che merita particolar menzione nelle cappelle di questa crociata,ci si presenta in primo luogo quella dedicata a S. Francesco. Fu essa fin dal secolo XIIIfabbricata in suo onore dalla Famiglia Savelli, con architettura propria del gusto di que tempi,ma nellanno 1727 venne ridotta nella forma attuale. Francesco Trevisani dipinse il quadro, incui è espresso il Santo in atto di cadere alienato da sensi al suono di celeste melodia, e sostenutoda un angelo. Due antichi monumenti sepolcrali stanno posti ai lati di questa cappella. In quelloa destra è sepolta la madre del pontefice Onorio IV ; e consiste in una cassa marmorea, la cuifaccia è ornata di musaici, e presenta ripetutamente ai lati lo stemma dei Savelli, e nel mezzoquello degli Aldibrandeschi, dalla quale Famiglia discendeva la defunta. Gli stemmi ancora sonomessi a musaico; e in simil guisa è decorato lo zoccolo sottoposto. La statua giacente, che sopravi si vede, rappresenta il pontefice suo figlio, e vi fu aggiunta sotto il pontificato di Paolo III ,che qua la fece trasportare dalla Basilica Vaticana . Le colonne che tuttora si veggono ai lati eche ora reggono un semplice architrave, sostenevano dapprima un arco gotico centinato, lavoratoanchesso a musaico, e fiancheggiato da due colonnette quadre terminanti in forma piramidale,come quelle che veggonsi nellaltro monumento deila Tavola XII, che or ora descriveremo. Inoltrenella parete sotto larco miravansi tre medaglioni, uno in alto e due in basso : questi presentavanole immagini di S. Pietro e di Onorio ; laltro una corona di spiche col motto: et vitce mortisqv.eComes . Tutto ciò dovea formare un bel finimento a questo sepolcro; il cui disegno ci è statoconservato da Francesco Gualdi di Rimini , ed è stato riportato dallOldoini nelle sue Giunte alCiaconio (Vitce Ponti t. II, col. 251, 252). Laltro monumento collocato dirimpetto a questoconserva le spoglie di Luca Savelli padre dello stesso Onorio IV e senatore di Roma, comeancora di taluni di quella nobile famiglia, facendone testimonianza le varie epigrafi che vi sileggono. Si riporta nella Tavola XII questo monumento da attribuirsi alla fine del XIII o al principiodel XIV secolo. Antica peraltro è lurna, che gli serve di basamento, e ne cui bassorilievi sembraessersi voluta esprimere in parte una scena bacchica. 11 piano inferiore del monumento stesso,