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granito vario con capitelli diversi che sostengono degli archi. Osservasi in alto il fregio, chesi accennò già esser opera di Giulio Romano e di Pierin del Vaga : ci è parso conveniente diporne sott’occhio il disegno in dimensioni maggiori nella Tavola XXVII (fìg. 1): anche in questapittura fra gli ornati primeggia la figura del leone, in allusione al nome del pontefice che lafece eseguire. Al Presbiterio, elevato dal piano della chiesa, si ha accesso per due scale di marmo.Nel mezzo di questo sta l’altare isolato; sotto il quale in altro altare sotterraneo riposa il corpodi S. Balbina. Intorno all’abside, alle cui estremità sono collocate due colonne di porfido assaipregevole, con capitelli ionici, sono disposti i sedili ad uso di Coro, nel mezzo de’ quali in fondoall’abside stessa è la Cattedra Pontificale. — 1 quadri a fresco che ne ornano la parte inferiore,sono lavoro di Lazzaro Baldi , che vi effigiò il miracolo operato da S. Lorenzo con risanare laMatrona Ciriaca, la cui casa, come vedemmo, qui credesi essere stata. Nella figura 3 dellaTavola XXVII si è dato un indizio delle pitture accennate.
Richiama per ultimo la nostra attenzione il gran musaico, che già si disse esser opera diPasquale I , e di cui presentiamo il disegno nella Tavola XXVI. Nella gran fascia superioreall’arco osservasi nel mezzo il Redentore col diadema ornato della croce, assiso su di un globo,tra i colori dell’iride. Due angeli in candido ammanto uno a destra, l’altro a sinistra, stannodappresso in atto ossequioso. Dopo loro altre dodici figure, sei dallTma, sei dall’altra parte,sembrano avanzarsi verso il Redentore; e recano un volume, tranne la prima a sinistra delSalvatore, la quale porta due chiavi : rappresentano queste indubbiamente gli Apostoli. Il campodi questa fascia è superiormente turchino, inferiormente verde, ad indicare forse il cielo e laterra. Fra le accennate figure, veggonsi piante di fiori. Al di sotto, ai lati dell’arco, sono effigiatealtre due figure di santi in dimensioni maggiori, ma di soggetto ignoto. — Veniamo ora almusaico dell’abside, che viene presentato nella medesima Tavola XXVI. Nel suo mezzo in unaricca sedia vedesi assisa la Vergine, che tiene in grembo Gesù Bambino in atto di benedirecolla destra. Genuflesso presso la sedia sta S. Pasquale, tenendo in mani il destro piè dellaVergine, come in atto di volerlo baciare: ed ha dietro il capo il nimbo quadrato, che come ènoto offre indizio di personaggio vivente. Una quantità di angeli sì a destra che a sinistrafanno in reverente atteggiamento corona alla Vergine. Anche qui sotto i piedi degli angelisono rappresentate piante di fiori simili alle descritte. Nella sommità dell’arco sta espresso inmonogramma il nome del S. Pontefice Pasquale, i cui meriti verso questa chiesa vengonomeglio dichiarati dall’iscrizione, che a lettere di oro leggesi sotto lo stesso musaico.
Le navate minori hanno cadauna un altare nel fondo. In quella sinistra osservasi un cippomarmoreo scolpito nelle quattro facce, del quale abbiam creduto ben fatto dare il disegno nellaTavola XXVII (fig. 2). Il Grutero ne riporta la semplice iscrizione nell’Appendice de’ Liberti(. Inscr ., pag. mclvi, n. 9); e da esso apprendiamo, che tal monumento fin d’allora in questoluogo esisteva. Esso, come dalla iscrizione apparisce, fu posto ad un Cajo Giulio Fileto libertodi Postumio.
La figura 2 della Tavola XXIV contiene la Pianta di questo sacro edifizio, di cui annettiamola solita illustrazione.
A FacciataB PorticoC Navata maggioreD Navate minoriE Scala del SotterraneoF Scala del Presbiterio
G Aitar maggiore// PresbiterioI AltariL Sacrestia
M Ingresso all’abitazione annessa.