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Cotanto bilicata è questa materia^lla erogazione dell’ acque, che le piùsquisite avvertenze non sono mai troppe.
V’ è l’uso in qualche luogo di farla distribuzione col mezzo di fistole divario diametro, e si crede, che quandouna fistola sia la metà , il terzo , o ilquarto di un’altra, anche l’acqua deltubo minore debba essere la metà , ilterzo, o il quarto di quella del tubomaggiore, non badando che tanto mag-gior rispettivamente è la superficie, eV attrito, quanto è minore il tubo.
Infatti se si faccia il tubo sottilecome penna di uccello, o come paglia ,la sua superficie diviene così estesa inconfronto del tenuissimo filo del fluido ,che questo più non vi scorre, trattenutodallo sfregamento, e dall’adesione alleinterne pareti, come si osserva ne’can-nellini , e vasi capillari.
All’ incontro se amplissimo sia iltubo, per esempio di un piede di diame-tro, la colonna dell’acqua, cbe vi passa,è così vasta e forte in confronto della