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DISCORSO IV.
in. C, prende il piano soggetto in obbliquo,per così dire in isbieco . Sicché fa, che dettopiano molto meno gli si opponga, rispetto allasua retta direzione , che ha da F in C . Fa poiche gli li opponga ancor molto meno movendosida E in Cper la retta EC meno inclinata . Ed an-cor molto meno sa, che gli si opponga moven-dosi per la retta ancor molto meno inclinata DC,da D in C&c. Opponendosi dunque meno al mo-bile A il piano orizsontale ACB , quando battu-to ne sia in obbliquo , viene a fargli resistenza-*minore. E pertanto il mobile A, rettamente mo-vendosi verso il piano orizontale ACB , tantopiù lo batte in obbliquo, cioè tanto più lo pren-de inilcorcio , o in ile anso . ed altrettanta mi-nore resistenza trova in esso piano, rispetto allasua direzione ; ed altrettanto meno egli declinada quella retta , per dove , movendosi , batteil piano in obbliquo Acc. Ciò, che pensato ab-biamo delle riflessioni, si dee respettivamente_»applicare alle resinazioni, poiché il discorso deesempre camminare del pari.
Se il mobile A , incontrato che abbia nelpunto C del piano orizontale ACB la prima op-posizione , successivamente ne incontri subitoun altra, e poi un’aitra , e così di mano in ma-no , la linea , che , movendosi, indi il mobi-le A descrive , essere retta non dee . Anzi, co-me ognun vede, non può, senonche incurvarsi,Del Moto Elastico , N più ,