Del Vaese Baffo* 3 7
Monarchicamente ; onde argumentando essi, che le Case Austriaca,inglese, e la francese ancora non sarebbero mai sincere amiche d’unaRepublicaà lor fianchi tanto potente, e di già bastante à dar con-trapeso a lor disegni, convenivano perciò caminar cauti, atten-tamente invigilar quella libertà, che da tante parti, e così vicinopoteva esser insidiata.
Queste considerationi dibattute dalla ragion di Stato,accendeva-no la gelosia ne granimi di quelli,che non potevano cavarsi di sospet-to , che la Casa d Oranges,cresciuta di tante prerogative, mancafiodel desiderio di maggior grandezza, e fosse per negliger le congiuntu-re di stabilirsi in maggior autorità, e potenza. Ciò diede grand’om-bra ad un governo, che,per esser libero,non ammette superiorità.
Crebbe ^apprensione dal vedersi , che il detto Prìncipe, col pre-testo del rumoreggiar d’ogn’ intorno Parmi de Potentati vicini, insi-steva per ragion di buon governo doversi la Republica tener armata.
Dava maggior fastidio ancora Y haver egli tirati nella sua opinio-ne alcuni de gli Stati Generali, ePhaveroperato, che questidepu-. tasserò alcuni del Corpo loro alle Città in particolare d Olanda , peresortarle à dar il loro voto à savore del mantenimento delle soldates-che . Il detto Principe si pose in testa della detta Deputatane,& eglistesso andava alle sudette Città , per persuaderle à concorrer nella^sua proposta . Questa forma d’agire essendo contraria alle leggi,ch’obligano tutti à trattar d’ogni qualunque astate con la Generalitàde gli Stati, e non separatamente , diede à tutti gran fastidio, e mag-gior sospetto.
Onde benché da alcune Città fosse riceuuta questa deputatoneper la riverenza portata al medesimo Principe, altre pero (e parti-colarmente Amsterdam ) negò di ascoltar i detti Deputati à tal mate-ria ; per lo che sdegnato il Principe, senza ne meno voler pransar, nericever gl’honori preparategli, uscì dalla Città.
Così dunque la Provincia d’Olanda, non assentendo à continuarnelle spese della soldatesca, di cui diceva non esservene bisogno in_»tempo di pace, rappresentava all’altre, che fi doveva dalla pace ca-var sollievo, & alleggierirsi dell’aggravio delle debite, che s’eranonella passata guerra contrattele licentiar le truppe, che non facevanpiù bisogno.
Sopra il liccntiamento di queste soldatesche nacque la contesa ccominciò la disputa.
L’Oranges voleva, che non sbandassero se non dodeci Compa-gnie di Cavalleria, riducendosi l’akre à soli,.quarantacinque cavalliogn’una ; e quelle di Fanteria tenendosi tutte, fi riducessero le natio-| nali à sessanta soldati l’una, e le straniere à quarantacinque, doven-dosi sminuir i serviti] militari un terzo.
Quelli d’Olanda pretendevano, che si licentiasse la metà della-*Cavalleria, ricucendole Corazze in Arcobuggieri, e della Fanteriasi riducessero i Reggimenti à minor numero di Compagnie, non dif soldati, e se ne sbandessero cinquantasei, particolarmente le stranie-
Gelose deila poterne, adel fi'incì-se d'Qranges*
Contesa fi-praiìlicenti amentodelle solda-tesche.
Pretesise-ne di queid'Olanda,
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