Ifàstejsionì
Jblitich *,
Q*eal suster interejse! di questaReputile a0 Urtasse.
Interessetonti Cor-sari di Jlarieri*.
8 g Relazione delle diecìfette Provincie
dalla quale cavano utili così grandi ; e se ne v*ldde Tesempio gl’ânnipassati, mentre, essendosi da Cavalieri di Malta presi alcuni effetti deTurchi, più tolìo che venir à rottura, la Republica si contentò di ri-sarcire li Mercanti Turchi di cento mille scudi, per aggiustar Tasta-re , nel quale non haveva colpa alcuna. Esempio però di moltopregiudizio,e che poteva invaghir gTOttomanni di simili tributi,qua-lunque volta da Christiani fossero danneggiati. E se bene dall’avuan-zarsi gTInfedeli contro la Christianità ogni Potentato doverebbe pre-vedere Tesito, che può seguire dalla prepotenza d’un Grande, e ri-flettere, che col crescer di forze, si cresce in pretensioni; e ch'una--maffima di Stato Generale deve esser preferita allividita de particola-ri ; tuttavia essendo Panima di quei Governo il trafico, & il commer-cio, non si può credere, quand' anche risorgesse quest’abbattuta Po-tenza, sia mai per pigliar una rissalutione vigorosa perastri, senza-»esser accompagnata dalTaccrescimento, e dal vantaggio d’esso com-mercio, ò dal timore di perderlo, overo di diminuirlo ; delches’èveduta Tesperienza, quando il Ré Carlo Gustavo di Svetia attaccò laDanimarca, che all’hora si moslè la Republica à soccorrere con po-derose forze il Ré Federico, non già per affetto, e benevolenza por-tata à quella Corona; ma solo per fintereste de particolari, che so-spettavano , che se lo Sveco acquistava la'Dania, haverebbe cresciu-ta la gabella solita pagarsi allo stretto del Sunt, e con ciò minoratigTutili, che cavavano dalla navigatione del Mare Baltico, consi-stendo in Merci ogn’anno di circa sessanta millioni di fiorini.
L’interestè della Republica, e delle Città Maritime in particola-re era d’afficurare la Navigatione, & il commercio,di goder pacifica-mente la pace, e col trafico grandissimo ridurre le ricchezze dell’In-die, delTAmerica, e dell’Europa tutta nella sola PMvincia d’Olanda,dove in breve tempo, se havesse continuato così prosperamente la_.buona fortuna , haverebbe accumulati tutti li tesori del Mondo,spo-gliando gTaltrî, così che poi haveriano potuto intraprender tutte lecose, e rendersi arbitri assoluti del Mare, e della Te fra; il che figu-randosi , che più non potesse venirle impedito doppo ì vantaggi, cheriportarono nelTultima guerra contro glTnglesi , crebbe tant alio laloro superbia, & ambi rione, che non“è meraviglia, se da questa ac-ciecati , hanno poi u rtato in un precipizio condegno à quelTalterigia*che ne dal Cielo,ne dalla Terra può esser troppo à lungo sopportata.
Teneva etìamdio buona corrispondenza col Gran Duca di Mos-covìa, con li Regni di Polonia, di Persia, del Gran Magor, & astri RènelPIndie, havendo per tutti quei Paesi trafico, e negotio,
I Corsari di Barberia però davano non poco disturbo al commer-cio d’Italia, e di Levante perle contìnue prede, che facevano de loroVascelli nel Mediterraneo ; la Republica per tanto rifosse di foediroT Ammiraglio Ruiter con buona squadrasti Vascelli armati, cnecoiupoco frutto, andarono in busca di quei Pirati ; poiché questi, haven-do Vascelli mengravì, e meno carichi, quando si vedevano più debo-li , à vele gonfie si ritiravano ; e quando più forti,attaccavano,e pren-devano
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