Band 
[Tomo primo e tomo secondo.]
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Anno

in il. C.oiìo.

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pio , incastrò queste pietre tra due ruote cheavevano dodici piedi di- diametro , e che , perla loro vicinanza, non formavano , per eosìdire , che un medesimo cilindro ..

Potrei citare molti altri esemoj del ge-nio degli antichi nella meccanica pratica ; lasola arte militare me ne somministrerebbemolti : si sa che colle loro catapulte , coiloro scorpioni, colle loro baliste, ec. produce-vano una parte di que’ terribili effetti chel’invenzione della polvere non ha che troppofacilitati per l’infelicità degli nomini.

Gli antichi non sono stali cosi fortunatinella teoria della meccanica. Si rileva, daalcuni scritti d’ Aristotile , che questo filoso-fo , ed a maggior ragione lutti i suoi pre-decessori , non avevano che nozioni confuseod anche false sopra la natura dell’ equilibrioe del moto, Sfatica, o teoria dell'equilibrio.

La vera teoria dell’ equilibrio delle mac-chine non risale più oltre del tempo d’ Ar-chimede , ed a questo grande geometra nesono dovuti gli elementi . Nel suo libro deAEquiponderandibus , egli considera una bilan-cia sostenuta da un appoggio, e portante un.peso in ciaschedun bacino: prendendo per baseche sfilando le due braccia della bilancia sono