dere che i Chinesi non sieno stati giammaiversati gran fatto nel calcolo astronomico , eche sieno sovenLe ricorsi agli astronomi stra-nieri per estendere o rettificare le lpro co-gnizioni teoriche. Così, per esempio , al tem-po de’ Califì, parecchi astronomi maomettanipassarono alla China , e furono posti alla te-sta del tribunale delle matematiche . Lo stes-so è avvenuto più volte ai nostri missionariastronomi .
Non debbo dissimulare che dall’ epocain cui le osservazioni cliinesi cominciarono adivenir certe, si è tratta una forte obbiezionecontro f antichità di questo popolo nellescienze . Quest’ epoca essendo posteriore aquella di Nabonassar, che serve di base allesuppntazioni dell’ astronomia caldea e greca ,si è verosimilmente concluso che gli astrono-mi di Babilonia , o quelli della Grecia , abbia-no portato le loro cognizioni alla China, poi-ché si ha altronde la certezza che vi sonostate , verso quel tempo , delle comunicazionitra questi popoli.
Finalmente abbiamo sotto gli occhi unaprova manifesta della mediocrità de'Chinesinell’ astronomia. Malgrado il concorso di tut-te le fortunate circostanze , bellezza del cie-lo , incoraggimento degli imperatori , che