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7 (1805) Lettres familières
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TRADUCTION

De la Chanson dont il est parlé dansla note 6 de la lettre XXXVII.

I vezzi suoi la Dea , che io canto, ignora}Voi che siete con ella ,

Ditele pur ch è bella ;

Ditele pur che ogn atto desinvolto,

Dolce, semplice , e schietta,

Senz arte o studio da Natura ha tolto.

Tal gentil mammoletta ,

La fronte sopra i fior vergognosettaNon alza, ma tra lerbe si riposaSenza far di se pompa o starsi ascoaa;

senza gelosiaFinire i di potria,

Se il caso non appellaLocchio ver lei di giovine o donzella,Mirepoà ebbe dal Cielo in sorte

Candor, dolcezza e pace ,

F. fra tante sue doti altéré e accorte ,

I