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TRADUCTION
De la Chanson dont il est parlé dansla note 6 de la lettre XXXVII.
I vezzi suoi la Dea , che io canto, ignora}Voi che siete con ella ,
Ditele pur ch’ è bella ;
Ditele pur che ogn’ atto desinvolto,
Dolce, semplice , e schietta,
Senz’ arte o studio da Natura ha tolto.
Tal gentil mammoletta ,
La fronte sopra i fior vergognosettaNon alza, ma tra l’erbe si riposaSenza far di se pompa o starsi ascoaa;
Là senza gelosiaFinire i di potria,
Se il caso non appellaL’occhio ver lei di giovine o donzella,Mirepoà ebbe dal Cielo in sorte
Candor, dolcezza e pace ,
F. fra tante sue doti altéré e accorte ,
I