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Saggi di Naturali Esperienze fatte nell'Accademia del Cimento : preceduta da notizie storiche dell'accademia stessa e seguitata da alcune aggiunte
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lavori dell’Accademia fu primo propagatore in Francia, ebbe partenegli acquisti di MSS. e di opere di che fu avido il Principe Leo-poldo; YArmonico del Vieta fu per le di lui cure acquistato, e siconserva nella Magliabechiana ; richiesero e valutarono sempre ilparere del Ricci sui privati loro lavori, come su quelli del loro Con-sesso, gli Accademici tutti. In quell’età non si stampò scritturad’argomento scientifico o letterario, che non fosse già stata letta erivista dal nostro corrispondente; il Dati, il Viviani, il Magalotti,Io creavano giudice dell’opere loro; il Principe Leopoldo volle cherivedesse il Libro dei Saggi dell’Accademia, e le di lui avvertenzeapparvero soverchiamente sottili e impazientirono il Segretario.Vasta dottrina e giusto criterio lo crearon giudice della contempora-nea sapienza. In Roma teneva il primo seggio e ricercato e notoall’ estero, quanti stranieri visitarono quella gran Capitale lo conob-bero e lo ammirarono. Pare che ponesse certa ambizione nelmostrarsi conscio di tutto; a questa e alla di lui attività si debbela istituzione tra noi di un nuovo genere di opere che la primavolta apparve in quel secolo, e del quale se non può veramentedirsi che l’Italia abbia dato all’ altre nazioni l’esempio, fu però delleprime a riconoscerne l’utilità e ad introdurlo; parlo dei Giornali.Istituzione richiesta dall’indole di quell’età, in cui gli uomini uscitidal giogo dell’autorità, sentivano il bisogno di conoscersi, d’intender-si, d’estendere le loro relazioni ; utilissima alle lettere, alle scienze,alla società, se retta da menti illuminate, imparziali, incorruttibili;ad operare il bene di tutta l’umana famiglia forse la più efficacee potente, ove a quel santo scopo, non a sfogo di private pas-sioni dirigessero le loro mire gli uomini concordi e sinceri, madella quale siccome d’ogni ottima istituzione si è abusato e siabusa. La lettura dei giornali fatta ai nostri giorni, scienza uni-versale e cibo quotidiano ed unico dei più, travasa e mesce dauna nazione nell’altra i costumi, le opinioni, le credenze, leinclinazioni; le più potenti in quel giro vi guadagnano, le debolie passive vi perdono anco quell’indole propria, quel carattere na-zionale col quale volle natura stessa contrassegnare i varj popolidella terra, secondo dove li pose. Non sulle opere fondamentali e