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Saggi di Naturali Esperienze fatte nell'Accademia del Cimento : preceduta da notizie storiche dell'accademia stessa e seguitata da alcune aggiunte
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perchè semplicemente abbozzate. Nè qui voglio per la giustizia tacereche il primo a far l’esperienze del sonaglio nell’ aria rarefatta e adaccorgersi della influenza di essa nella propagazione del suono, fu ilSagredo, che nell’anno 1615 in una lettera al Galileo dell’ 11 Aprileracconta aver fatto fare alle Fornaci di Murano « un vaso di vetro« con un palmo di collo e scaldatolo fortemente, avervi fatto« rinchiuder dentro un sonaglio da sparviero e questo mosso non« far suono alcuno se non in quanto percuoteva nel vetro e per« conseguenza faceva un suono esterno, il che fu facilmente creduto« che non avvenisse per altro che per lo mancamento dell’aere« nel vaso suddetto, e tanto più che essendosi rotto detto vaso, si« trovò il sonaglio sonoro secondo il solito ».

Nell’ anno 1663 non trovo ricordate se non che dell’esperienzeistituite coll’ oggetto di conoscere la velocità della luce; esse furonofatte tra Firenze e Pistoia, ma per l’irregolarità avvenuta nellosperimentare, non incontrarono la piena fiducia degli Accademici,e forse per questo non se ne trova menzione nel Libro dei Saggi.Nell’ anno successivo non trovasi registrato nessun lavoro Accade-mico; forse l’assenza del Viviani, il quale insieme col Cassini tro-vavasi per lavori idraulici in Val di Chiana, e quella del Magalottiche si era portato a Roma, sospesero i lavori Accademici, o mancòchi ne tenesse registro, giacché le carte che ci restano dell’Accademiasono per la massima parte di loro carattere. Ad avvalorare questasupposizione servono alcune lettere del Redi, dalle quali si famanifesto che secondo il solito anco in quel tempo gli Accademiciconvenivano insieme, essendo in esse rammentate le osservazioniche fecero in comune sulle gallozzole delle querci il Granducacoll’ Oliva ad Artimino, il Principe Leopoldo col Gorelli e col Rediin Firenze. Nei primi giorni dell’Agosto di quell’ anno fu osservata1’ ecclisse della Luna e ne fu inviata la relazione a varj Astronomi.

L’anno 1665 coll’apparire della famosa Cometa furono conti-nuate le speculazioni Astronomiche, e per meglio seguire l’osserva-zione il Borelli profittò di alcune camere assegnategli nel forte diSan Miniato al Monte: nonostante l’assenza del Segretario che nontornò da Roma se non verso la fine di quell’anno, continuarono

1663.

1664.

1665.