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Saggi di Naturali Esperienze fatte nell'Accademia del Cimento : preceduta da notizie storiche dell'accademia stessa e seguitata da alcune aggiunte
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STREMENIICHE SERVO-ITO ALL’ E-SPERIENZE.

Come si pre-pari questostrumento.

Effetto del me-desimo stru-mento.

Uso di esso.

Preparato in questa forma lo strumento, e collocato sul suo soste-gno , s’incomincia ad empiere per di sopra di neve o di ghiacciominutissimamente tritato, l’acqua del quale avrà ’l suo scolo perun canaletto fatto nella parte più alta del cristallo, com’appariscenella figura. Quivi adunque il sottilissimo umido che è per l’aria,invischiandosi a poco a poco al freddo del vetro, prima a mododi sottil panno lo vela, indi per l’avvenimento di nuovo umidoin più grosse gocciole rammassato fluisce, e giù per lo dossosfuggevole del cristallo sdrucciolando, a mano a mano distilla.Siavi per tanto un bicchiere alto a foggia di cilindro spartito ingradi, dove si riceva quell’acqua che geme dallo strumento. Oraevidentissima cosa è che, secondo che l’aria sarà più o menoincorporata d’umido, la virtù del freddo maggiore o minor copiad’acqua ne distillerà, la quale in più spesse o in più rade gocciolecadendo penerà più o meno a riempiere il luogo medesimo. Volen-dosi adunque far paragone d’un’aria con un’altra, s’osservi in quellache prima si vuol provare che parte di detto bicchiere in un de-terminato spazio di tempo si riempia; e poi gettata via quell’acqua,e trasportato lo strumento nel luogo la di cui aria vuol paragonarsicon la prima, s’osservi parimente in altrettanto tempo sin a chesegno si sarà ripieno il bicchiere. Così ritrovata la differenzadell’ umido che dalla prima alla seconda volta si sarà condensatoin acqua, si avrà prossimamente quella che si trova tra l’umidodelle due arie paragonate.

Il medesimodimostra lavaria umi-dità de’ ven-ti.

Venti meridio-nali umi-dissimi anoi.

Potremo ancora, con esporre all’aria questo strumento quandotraggono venti, venire in cognizione quali di essi sieno più pregnid’umido, e quali più degli altri secchi ed asciutti. Cosi abbiamonoi trovato che quando regnano venti meridionali, allora il cristallosuda dirottissimamente; imperciocché l’aria è distemperatamenteumida, forse per esser la maggior parte del mare a noi meridionale.Per la qual cagione adopera in essi per avventura il sole fortis-simamente , e di que’ mari trae fuor vapori i quali si mischianoa’venti : e ad una gran libecciata è arrivato a fare fino in tren-tacinque e cinquanta gocciole al minuto d’ora. Una volta fra