Esper. intor-no ALL’ AM-BRA E AL-TRE SOSTAN-ZE DI VIRTÙ’ELETTRICA.
Ambra non ti-ra più gli al-tri corpi diquello cheessi si tirinlei, o che el-la per lomeno s’ at-tacchi loro.
Gocciole mi-nutissime diliquori , esuperficie diessi tiratedall’ Ambra.
Effetti diversid’unzionidiverse dateall’Ambra.
Quali le impe-discono il ti-rare, e qualino.
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Credesi volgarmente che l’Ambra tiri a sè i corpi ; ma questaè un’azione scambievole e niente più propria dell’Ambra chede’medesimi corpi da’quali anch’essa è tiratalo per lo meno ellaad essi s’appiglia. Di ciò ne abbiamo fatta esperienza ed abbiamoveduto che appesa l’Ambra ad un filo in modo eh’ ella stia pendolain aria o messa in bilico a guisa d’ago magnetico, quand’ell’èstrofinata e calda si fa incontro a que’corpi che in proporzionatadistanza se le presentano, e a’ loro moti prontamente obbedisce.
Sentono la forza dell’Ambra i liquori ancora, le piccolissimegocciole de’ quali ella attrae , fino a quelle dell’ argentovivo. Veroè che queste, se non son minutissime non ha forza per reggerle,onde appena tirate se le lascia cadere. Quando poi ella si presentaalla superficie de’ liquori stagnanti ed a quella eziandio dell’ argen-tovivo , ella non ne spicca pure una stilla, ma fa rigonfiare sottodi sè le dette superficie le quali si sollevano verso lei a mo’ d’unagocciola che stia per cadere, ma situata a rovescio, imperocchétirano ad unirsi con essa con la parte loro più aguzza. Quest’ effettos’osserva meglio nell’ olio e nel balsamo che in alcun altroliquore.
Sono alcuni liquori che a bagnarne l’Ambra dopo strofinatanon tira, e ne sono altri da’ quali non s’opera l’istess’ effetto-Quei che Io fanno sono universalmente tutte le acque naturali estillate, tutti i vini, gli aceti e 1’ acquarzente, tutti i liquori acidie i sughi di tutti gli agrumi, tutti i liquori che si distillano dentroa’ corpi degli animali, il balsamo e tutti i liquori artifiziati,come i giulebbi, l’essenze, gli spiriti e gli olj che s’estraggonoper distillamento. Non lo fanno per lo contrario l’olio di sasso?l’olio comune, l’olio di mandorle dolci, quello di mandorle amarecavati per istrettoio, il sego, il lardo e finalmente la manteca opura o alterata con odor di fiori, o incorporata con dell’Ambrao del mustio, purché non vi sieno mescolate dell’ essenze °degli olj.