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Saggi di Naturali Esperienze fatte nell'Accademia del Cimento : preceduta da notizie storiche dell'accademia stessa e seguitata da alcune aggiunte
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Esperienzeintorno AI

PROIETTI.

Tiri orizzon-tali d’un fal-conetto sispedisconoin tempiprossima-mente ugua-li a quellodella cadutaperpendico-lare d’unapalla dallabocca dellostesso pez-zo.

Lo stesso si ri-trova ne’ ti-ri d‘ un pez-zo maggio-re.

Palle ignudecolla mede-sima caricapar che va-dano piùlontano del-le fasciale.

Dialogo IVdel Trat-tato delledue nuovescienze.

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Prima Esperienza.

In sulla torre della fortezza vecchia di Livorno alta bracciacinquanta, con falconetto di libbre 7 I di palla di ferro e libbre 4-di polvere fina, si fecero più tiri di punto in bianco verso la marinacon palle fasciate, e queste si videro dar sull’acqua in distanzadi circa due terzi di miglio in tempo di vibrazioni quattro e mezzo,l’andare e ’l ritorno di ciascuna delle quali importava un mezzominuto secondo. Osservata poi la caduta perpendicolare d’altrepalle uguali dalla suddetta altezza di braccia cinquanta, si trovòfarsi in numero quattro delle medesime vibrazioni.

Seconda Esperienza.

Con colubrinetta da quattordici libbre di palla similmente di ferroe libbre dieci di polvere fina, le palle fasciate arrivaron sull’ acquain cinque delle suddette vibrazioni, e le ignude in cinque e mezzo,e parve che dessero alquanto più lontano delle fasciate.

Terza Esperienza.

Scrive il Galileo in proposito de’ proietti queste precise parole.Sparisi da un’ altezza di cento o più braccia un archibuso con palladi piombo, all’ ingiù perpendicolarmente sopra un pavimento dipietra ; e col medesimo si tiri in una simil pietra in distanza d’unbraccio o due, e veggasi poi qual delle due palle si trovi esser piaammaccata : imperocché se la palla venuta da alto si troverà menoschiacciata dell’altra, sarà segno che l’aria le averà impedita °diminuita la velocità conferitale dal fuoco nel principio del moto ; eche per conseguenza una tanta velocità non le permetterebbe T a r,ache ella guadagnasse giammai venendo da quanto si voglia sublimealtezza. Che quando la velocità impressa dal fuoco alla palla noneccedesse quella che per sé stessa naturalmente scendendo potesse