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Replicatasi da noi quest’esperienza in diversi tempi, la pro-porzione non è tornata mai la medesima; vero è che gli svarjnon sono stati grandissimi, battendo in uno o in due o in tre cen-tinaia di grani più o meno: che è quanto si può pretendere nelfar paragone tra una cosa che, per così dire, non si muta mai dipeso, ed un’altra che non è mai la medesima.
Esperienze
varie.
Svarj dellasuddettaproporzioneritrovati indiversi tem-pi.
ESPERIENZE
INTORNO
AD ALCUNI EFFETTI DEL CALDO E DEL FREDDO
Prima Esperienza.
.Toste in sulle bilance dette il saggiatore due verghette d’acciaiodi peso uguali, una infuocata e una fredda, par che questa rimangapiù grave dell’ altra : ma accostandole poi in breve distanza uncarbone acceso o un ferro rovente, ritorna subito ad equilibrarsicon la calda. Lo stesso avverrà se le verghette saranno d’oro,d’argento o di qualsivoglia altro metallo ; anzi il rappresentamentod’un carbone acceso fatto per di sopra ad una delle scodelle votela solleva, e fatto per di sotto l’abbassa. Non per questo vi futra noi chi corresse a credere che il semplice riscaldamento, cometale, potesse alterare in alcun modo la gravità ordinaria del metallo,anzi considerarono alcuni che la pression dell’aria al pari diogni altra cagione potess’ aver la sua parte in quest’ apparenza.
Alleggerimen-to apparen-te d’ unaverghetlad’acciaio in-fuocata.
Cenno dellaragione on-de possa na-scer gue-st’ apparen-za.
Seconda Esperienza.
Avendo noi pieno d’acquarzente la metà del vaso AB alto dicollo da un braccio e mezzo con le due palle serrate d’ugual
FIG. 96.