annunziato dalla luce anche a grande distanza in tempo di notte,ed a quello in cui giugne il suono alle orecchie dell’osservatore.
Fra le poche cose che in qualche modo si riferiscono al suono,non contenute nei SA G ., si sono trovate nei Diarj o in quelle frale molte carte dell’Accademia che son cadute sotto i nostri occhile due seguenti, piuttosto speciose che interessanti.
È noto che accordate all’ unisono due o più corde armoniche, oaltri corpi sonori, facendone vibrare o suonare uno, vibrano esuonano egualmente gli altri, senza esser toccati dalla manodell’uomo, o da altra causa visibile, e solo per effetto dell’aria,che comunica agli altri corpi sonori temperati all’ unisono il motodi vibrazione o oscillazione impressole dal primo.
Partendo da questo dato, gli Accademici volendo riconoscerese la propagazione del suono si effettuasse egualmente secondoqualunque direzione, immaginarono ed eseguirono la seguenteesperienza.
Prese tre Viole, le disposero sopra una stessa linea orizzon-tale in modo che le due laterali fossero ad egual distanza daquella del mezzo, ed accordatele tutt’ e tre perfettamente all’ uni-sono, adattarono sopra una delle corde delle due laterali un leg-gerissimo burattino di paglia. Data allora un’ arcata alla Violadel mezzo, ed essendo le due laterali dentro certi limiti di distanzada quella, si vedevano i due burattini muoversi per il moto divibrazione comunicato per l’intermezzo dell’ aria alle corde delledue Viole laterali da quello che l’arco aveva eccitato nelle cordedella Viola del mezzo.
Qui il Diario, invece di narrare qualche risultato analogoallo scopo propostosi dagli Accademici, dicendo, per esempio, chein qualunque direzione relativa alla Viola del mezzo si trovasserole due laterali, il moto dei burattini si effettuava e cessava sì perl’una come per l’altra sempre ad eguale distanza ; o sivvero cheil burattino d’una delle due Viole laterali posta in una certa dire-zione cessava di muoversi ad una distanza alla quale quellodell’ altra Viola continuava a muoversi, ec., ec., il Diario in luogodi ciò, si limita a dire che essendo l’apparato disposto in una