Vali'Anzasca , e Maeugnga. 5 9
so di granito corroso nel mezzo dall’ acqua : enotisi che il nocciolo del monte non è qui digranito ma di scisto; onde questo , come altriinnumerevoli massi granitosi , devono credersi,caduti da vette, che il tempo o qualche disa-stro ha fatte precipitare. Stando in mezzo alponte vedesi Monte-rosa nella sua gigantescamaestà. Oltre il ponte si sale a Banio, bello ericco paese posto su un’ alto piano diviso indue da un torrente , alla destra del quale èAnzino. Pur ivi trovasi il già mentovato filo-ne di marmo. Da Banio risalendo in vetta delmonte si passa nelle valli di Strona, e di Se-sia , come dissi altrove.
Vedesi in alto a destra S. Carlo, villaggionon lungi da una ricca miniera d’ oro, dettala miniera de’ Cani. £’ tradizione che colàaltre volte fossero dagli imperatori cattoliciresidenti in Milano condannati ai lavori di quel-la miniera gli Ariani, ai quali per obbrobriodavasi il nome di Cani; ma il fatto sta chequesto nome ebbero quelle cave dal possessorloro ch’era della famiglia de’ Cani ricca e po-tente in Lombardia nel secolo xv. Da quellaminiera traggesi una pirite sulfurea aurifera,più ricca delle altre; ma sventuratamente tro-vasi in troppo incomodo luogo per trasportarla.
Si passa presso la Torre di Batigno , e sisale a Vanzone capitale della Valle Anzasca.Nel vicino gruppo di case, detto Valleggio,abitano i Sigg. Albasini , che molto fanno lavo-rare le miniere di Val Macugnaga; e potrà ilMineralogista aver da loro de’lumi, e vederede’ bei spggi delle miniere medesime.