Saranno , Castellateci. 117alto, andare direttamente a Malnate sturimeli-*tovato,- di cui riparlerassi al capo Xvii.
Grosso borgo è Saronno, ove, o pel rinfre-bco de’cavalli, o per cambiarli alla posta , con-ferì fermarsi presso la chiesa della B. V., cheferita d’esser visitata dal divoto, come dall’a-matore delle belle arti. Di Pellegrino Pellegrinidetto Tibaldi è il disegno, d’insigni pennelli8 on le pittore, e i suoi bei lavori ivi lasciòBernardino Luino, il migliore imitatore di Leo-nardo. Chi amasse vedere la villa Litta di Lei-nate, di cui parlammo alla pag. 4* da quipotrebbe andarvi passando presso Origgio , óveben situato palazzo hanno i Borromei. Da Lei-nate poi tornasi sulla strada maestra per lostradone orientale rimpetto a Gaibagnate.
Ma per la strada comune viensi da Saronnoa Caronno, vedesi a sinistra Garbaguate, equindi la rinomata villa di Castellazzo dettotuttavia de’Cusani, i quali ne furono un tempoSignori. La villa di Castellazzo appartiene oraai Busca. Essa è magnifica, ma nell’antica ma-niera, cioè a gran topiati, muri di carpano,teatri, labirinti, giuochi d’acqua ec. Ivi pursi veggono de’buoni quadri., e de’bei bassi ri-lievi in marmo rappresentanti parte della sto-ria del cav. Gastone di Foix , al cui sepol-cro serviano. Tanto belli trovò il Vasari queilavori, ch’ebbe a dire che pareano lavorati incera, anziché in marmo. Parte sen vede nellaBiblioteca ambrosiana di Milano, ove il card.Federico Borromeo, che fondolla , li pose a co-modo de’disegriatori e scultori avendoli pagati200 zecchini. V’è pur un’antica rappezzata sta-tua di Pompeo portata da Renna, che dicono