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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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Val Cavia, e Gana 187Un po’ di piano abitato ; indizio certo che leacque sino a quell’ altezza un tempo giugne-"Vano. Se le pioggie aprono una frana , nostrascinano al piano quantità immensa , e rico-prono le poche campagne coltivate, che ivisono ; e formando poscia argine ad altre ac-que , vi producono una specie di palude no-civa alla salubrità dell’ aria come alla colti-vazione. Volendo con argini impedire il tra-scorrimento de’ torrenti ne’ soggetti campi ,s’allontana per poco il danno , ma si renderàdi gran lunga maggiore. L’alzamento da que-ste lavine prodotto fa che le acque dividansiin due , e parte ne vada a Genninaga col no-me di Morgorabbia, mentre parte ne va aLaveno col nome di Boesio.

La prima strada , che da Cassano sale aRancio, e indi a Brincio varcando il SassoMericcio o Meredo , è assai difficile , onde ,comunque sia più breve, da pochi vien pre-ferita. Il sasso è stato tagliato per dilatarela strada eh’è veramente grandiosa, ma, nonostanti alcuni giri non s'è potuto far-sì chenon sia ripida a segno da esigere de’ buoi perle vetture. Questa però presceglierà il Natu-ralista, per vedere i sassi rossi, e granitifor-mi, che strascina il torrente, e per esaminareil monte Mericcio, o Meredo, in cui trovasidella pirite aurifera * e del piombo ; e , di lànon lungi , a Mondonico sopra Valgana, leampie cave di bel marmo rosso, l’argilla, e’1carbon fossile di cui parlammo. Dal SassoMericcio, seguendo l’andamento delle valli,iu sasso ora calcare, orla argilloso, fibroso erossigno, e lanciando alla destra Cabiaglù»,