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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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i8a Varena.

neri poste presso al lago stesso. Bel marmo èquesto, non dissimile pél colore, e pel lustrodal paragone, ma più tenero esso è, e calca-re; onde ben somiglia il marmo pentelico eluculleo degli Antichi. Non son però fre-quenti i grossi massi, che non abbiano rile-gature di spato bianco che ne guastano labellezza. Gli strati del marmo nero, ( che tra-vasi in più luoghi presso il lago, e in Valsas-sina ) dappertutto sono molto inclinati , e inalcuni luoghi poco meno che perpendicolari»onde i lavoratori di questa cava sovente vitravagliano su scale attaccate a corde.

Nell’alto del monte v’ha della bella luma-chella , e v’ha altresì di quel durò e vagomarmo che diciamo occhiadino , perchè sem-bra di tanti occhi formato; ed è un compostodi marmo nericcio, e di spato bianco, chepur talora occupa i vani de’corpi marini chev’ erano frammisti, e ne prende le forme. Ilpiù comune occhiadino però vietici dal Ber-gamasco. Vi si trova pure il mentovato bin-deliino, ch’è sparso in tutti questi contorni»e anche al di sopra di Menagio, ma non disì vivi colori , come quello di Dervio.

Giunto in Varena » grossa terra, alcunebotteghe di marmorai vi faranno meglio cono-scere i vicini marmi sì di cave, che di massistaccati e accidentali , e i lavori che se nefanno. La casa e ’l giardino, e più ancora illaboratorio e ’l forno del sig. cav. Isimbardidirettore della regia zecca , ec. sono ciò che'v’ha di più degno d’esser veduto. Antica terraè Varena. Nel secolo xii i Comaschi, avendodomati gl’Isolani, contro i quali avevano per