IDEE FONDAMENTALI
Non havvi alcuno, il quale leggendo unlibro di autore a lui sconosciuto non raccolgaanche involontariamente da quella lettura unaqualche immagine d’uomo o di morale per-sona, che abbia convenienza col concetto cheegli si fece o che si va facendo dello scrittore.Ma non lutti gli autori esprimono veracementesè stessi nelle opere loro : e questa mancanzao falsificazione dell’uomo proviene o da calco-latrice malizia, o da tempra particolare d’in-gegno, o anche dalla qualità medesima dellescritture. Uomini senza morali principj, contante anime quanti sono gl’interessi che hanno,e in questo fango della loro vita sicuramentelieti e superbi, osano professare scrivendo ri-gide o liberali dottrine : e come ingannaronoil loro secolo con l’astuta diversità delle loroazioni, così si argomentano d’ingannare i po-steri con la splendida menzogna delle parole.Io non dirò che, dopo aver calpestate ope-rando le sante leggi del vivere umano, tudebba anche ne’ tuoi scritti insultare al nomedella virtù: ma certa cosa è che nella fallaciastessa di queste arti reltoriche è la necessariacondannazione de’tuoi costumi; e mentre sem-bri rispettare con l’intelletto l’autorità di queiprincipj, che sono il fondamento della mora-lità umana, disprezzi la coscienza di coloroche debbono o possono applicarli per condan-narti. Per altro questa impudenza non sempreprocede da profonda o deliberata, malvagità.Sono alcuni, nei quali la mente è aperta elucida alla bellezza delle grandi verità mo-rali, ma l’animo, per certi primitivi istinti odisposizioni di viziosa natura, infermo ad eser-citarle. Talché quésti mal temperati uominida una parte veggono chiaramente il bene elo amano ragionando, dall’altra a praticarlosembrano essere spesse volte impotenti, e perlegge di nativa costituzione e per depravati
abiti non sentono bene la discordanza dei fattiloro dalle professate opinioni. In questi loscrittore è sinceramente buono in sè stesso ;l’uomo, necessariamente falso con lo scrit-tore.
Un altro genere sono coloro, ai quali di-resti che la natura abbia conceduto l’uomoquanto fosse richiesto a far singolare e mara-viglioso l’ingegno. Qui alcune facoltà sublimiprevalgono: le altre, dalla cui sana e vigorosatempra dipende l’adempimenlo di quegli ufficjpei quali si mantiene e fiorisce la ordinariavita degli uomini, o furono semplicemente ab-bozzate o non poste bene in armonia fra loro.Il perchè la costanza dell’ordine, la gravitàdel costume, l’importanza vera delle cose statutta per loro nei concetti della mente, nelleimmagini della fantasia, nelle rappresentazionidella parola. Negli affari, per cui tutti gli al-tri uomini sudano, si travagliano, si combat-tono, e’sono fanciulli che non gl’intendono, ovogliono intenderli perchè altri spesso ne ri-da, o debbono perchè necessità gli costringe.Questi sono principalmente artisti, cioè poeti:pei quali l’arte è, o dovrebb’essere moglie,famiglia, interessi, ogni cosa. Nelle opere diquesti autori l’uomo ti si mostra alcune voltesplendidamente sublime; ma l’uomo scrittonon è quello vivuto. Quello volò liberamentecon le ali dell’ingegno per la luminosa im-mensità dei cieli : l’altro, senza un suo pro-prio e poderoso carattere, restò a fanciulleg-giare sopra la terra.
Se i coltivatori delle scienze tìsiche sap-piano scrivere con tanta arte, quanta basti aesporre con sana logica, con perspicuità, connettezza le loro dottrine, non sei tratto in cu-riosità, leggendo quei libri, di conoscer l’uomonello scrittore. Se, come il Buffon, scrivonocon grandezza e con isplcndore, tosto quella