Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
LVIII
JPEG-Download
 

Primo periodo.

ignoto a sè medesimo: e compiuto lo sviluppoorganico ha descritto il giro della sua capa-cità, e generato il verbo della sua anima. Peròtutti i sommi intelletti hanno fino dalla primaetà il presentimento di quello che faranno, ogiunti a pienezza di forze generano una fe-conda idea, che è quella della loro individualeeccellenza, e nella quale è chiusa anticipata-,mente la storia di tutta la gloriosa loro vita.Chi non fu privilegiato di questa feconditàprimitiva, non dovrebbe accrescere il greggedei meccanici coltivatori delle liberali disci-pline.

La storia psicologica di Vittorio Alfieri,anziché discordarsi dalla verità che ahbiamdetto, mirabilmente in un modo suo propriola conferma. E se alcun merito potessero averequeste nostre carte, sarebbe quello di avermostrato nel progressivo svolgimento delle fa-coltà di quel grand’ uomo la necessaria rive-lazione del suo destino, e nel particolare suoesempio l’eterno procedimento della natura.Or dunque, intesa la vera sua vocazione, fer-mato lo scopo alla sua attività, imparate learti per convenevolmente raggiungerlo, egliha insieme esaurito essenzialmente tutto sèstesso nell’ idea rivelatrice del suo internovalore : e tutte le opere che verrà componen-do, non saranno che la continua e varia esecu-zione di questa idea sostanziale. — Osserviamoil corso infaticabile di questa magnanima in-telligenza, il quale di forza e di velocità saràmolto simile a quello dei viaggi fatti e dellepassioni avute, di splendore e di buoni effettiparrà rinnovarsi ad ogni nuova generazione.

Tutta la vita letteraria dell’Alfieri puòesser partita in tre periodi.: il primo, fino allapubblicazione delle prime dieci tragedie; ilsecondo, fino al ritorno dell’Alfieri stesso edella sua donna dalla sconvolta Francia inItalia; il terzo fino alla morte di lui in Firenzecioè agli otto di ottobre dell’ anno 1803. —Discorreremo rapidamente questi tre periodi:e per movere dal vero punto, che all’osser-vazione nostra è Indicato dalla ragione storicadelle cose, ci recheremo con la mente al 1778,quando Vittorio Alfieri, fattosi cittadino delmondo por dover esser meglio e più fruttuo-samente italiano, non solamente avea prefissola meta c pensate le dottrine, ma provvedutal’indipendenza personale al suo letterario tri-bunato.

In quell’anno il Filippo, il Polinice eYAntigone erano, come già sappiamo, verseg-'già te: V Agamennone, 1’ Oreste, la Virginia,stese: ideati il Don Garzia e la Congiura deiPazzi: scritta la Tirannide: tradotto prima-mente il Sallustio. E T autore, che fino a queltempo era stato anche discepolo, aveva venti-nove anni. Ordinò su nuove basi le sue condi-zioni economiche a conquisto d’indipendenza:verseggiò la Virginia, YAgamennone, 1’ Oreste:stese la Congiura de’ Pazzi con febbre freneticadi libertà, e subito poi il Don Garzia: ideòMaria Stuarda: concepì, distribuì per capitoli,e cominciò a scrivere i tre libri del Principe edelle Lettere (1): cominciò YEtruria vendicata,poemetto sulla uccisione di Alessandro de’Me-dici : cominciò le rime amorose a lode dellasua donna (2). Un grand’anno fu questo nellavita del conte Alfieri, e tale debb’essere nellepagine della storia. Tutta la copia dei pensieriintimamente agitati lungo tempo innanzi, manon significali con la penna, si riversava conimpeto necessario nell’apparecchiata parola:le forze intellettuali erano nella pienezza loro:la compiacenza nell’ imparate arti letterarie,nuova: le speranze della gloria, sempre piùcerte: e l’entusiasmo dell’amore e le dolcezzedell’ amicizia l’anima del tribuno infiamma-vano, sublimavano, riconfortavano. I passatitempi e fino ai futuri parevano trovarsi insie-me a rendere più fecondo e più segnalato quelmemorabile anno 1778. — Anche una malattiadall’Alfieri sofferta parve fisicamente signifi-care che il corpo stesso gli si era rinnovato aquesta psicologica macchinazione e nuovo or-dine di destini. E quella sua robustezza d’idiota,che era il frutto di dieci anni di dissipazione eviaggi, fece luogo a una disposizione di mac-china meglio attemperata alle fatiche intellet-tuali.

La mattina egli usciva cavalcando circadue ore a solingo e pensieroso diporto e a sa-

(1) E però abbiamo premesso la breve esposizionedi questa sua dottrina letteraria alla storia della lette-raria sua vita.

(2) Cominciano da quel sonetto:

Negri, vivaci, e in dolce fuoco ardenti etc.