Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
7
JPEG-Download
 

ATTO SECONDO

7

Forse affidarli si importante e nuovaCura dovrò, che il tuo dover mi piacqueIn brevi detti or rammentarti pria.

GOMEZ

Meglio dunque potrammi il gran FilippoConoscer oggi.

FILIPPO

A le per or fia lieve

Ciò ch’io t’impongo; ed a te sol fia lieve,

Non ad altr’ uom giammai. — Vien la reginaQui fra momenti; e favellare a lungoMi udrai con essa: ogni più picco 1 motoNel di lei volto osserva intanto, e nota:

Affiggi in lei l’indagator tuo sguardo,

Quello, per cui nel più segreto pettoDel tuo re spesso anco i voler più ascosiLegger sapesti, e tacendo eseguirli.

SCHIVA II*

FILIPPO, ISABELLA, GOMEZ

ISABELLA

Signor, io vengo ai cenni tuoi.

FILIPPO

Regina,

Alla cagion vuol eh’ io ti appelli.

ISABELLA

Oh! quale?...

FILIPPO

Tosto la udrai. — Da te sperar poss’ io?...

Ma, qual v’ ha dubbio? imparzi'al consiglioChi più di te potria sincero darmi?

ISABELLA

Io, consigliarti?...

FILIPPO

Si: più il parer tuo

Pregio che ogni altro : e se fìnor le cureNon dividevi del mio imperio meco,

Nè al poco amor del tuo consorte il deiAscriver tu; nè al diffidar tampocoDel re tu il dei : solo ai pensier di stato,

Gravi al tuo sesso troppo, ognor sottrartiIo volli appieno. Ma, per mia sventura,Giunto è il giorno in cui veggo insorger caso,Ove frammista alla ragion di statoLa ragion del mio sangue anco è pur tanto,Che tu il mio primo consiglier sei fatta. —

Ma udir da te, pria di parlar, mi giova,

Se più tremendo, venerabil, sacroDi padre il nome, o quel di re, tu stimi.

ISABELLA

Del par son sacri; e chi noi sa?...

FILIPPO

Tal, forse,

Tal, che saper più ch’altri sei dovrebbe.—Ma, dimmi inoltre, anzi che il fatto io narri,E dimmi il ver: Carlo, il mio figlio,,., l’ami?..,0 l’odj tu?...

ISABELLA

...Signor...

FILIPPO

Ben già t’intendo.

Se del tuo cor gli affetti, e non le vociDi tua virlude ascolti, a lui tu sentiD’esser... madrigna.

ISABELLA

Ah! no; t’inganni: il prence...FILIPPO

Ti è caro dunque: in le virlude adunqueCotanta hai tu, che di Filippo sposa,

Pur di Filippo il figlio ami d’amore...

Materno.

ISABELLA

...A’ miei pensier tu sol sei norma.

Tu l’ami,... o il credo almeno;... e in simil guisaAnch’ io... 1’ amo.

FILIPPO

Poi eh’ entro il tuo bennatoGran cor non cape il madrignal talento,

Nè il cieco amor senti di madre, io voglioGiudice te del mio fìgliuol...

ISABELLA

Ch’ io?...

FILIPPO

M’odi. —

Carlo d’ogni mia speme unico oggettoMolli anni fu; pria che ritorto il piedeDal sentier di virlude, ogni alla miaSpeme ei tradisse. Oh ! quante volle io posciaPaterne scuse ai replicati falliDel mal docile figlio in me cercava !

Ma già il suo ardire temerario insanoGiunge oggi al sommo; e violenti mezziUsar pur troppo ora degg’ io. DelittoCotal si aggiunge ai suoi delitti tanti,

Tale, appo cui lutt’altro è nulla; tale,

Ch’ogni mio dir vien manco. Oltraggio ei fammi,Che par non ha; tal, che da un figlio il padreMai non l’attende ; tal, che agli occhi mieiGià non più figlio il fa... Ma che? tu stessaPria di saperlo fremi?... Odilo, e fremiBen altramente poi. — Già più d’un lustro,

Dell’ ocean là sul sepolto lido,

Povero stuolo, in paludosa terra,

Sai che far fronte al mio poter si attenta.

A Dio non men, che al proprio re, rubelli,

Fan dell’ una perfidia all’ altra schermo.

Sai quanl’ oro e sudore e sangue indarnoA questo impero ornai tal guerra costi ;

Quindi, perder dovessi e trono e vita,

Non baldanzosa, nè impunita ir maiIo lascerò del suo delitto atroceQuella vii gente. Al ciel vittima giuroImmolar l’empia schiatta: e a lor ben forzaSarà il morir, poiché obbedir non sanno. —

Or, chi a me il crederia? che a sì ferociNemici felli, il proprio figlio, il soloMio figlio, ahi lasso! aggiunger deggia...