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ATTO QUARTO
ETEOCLE
Il pegno,
Si, d’amistade sacro.
POLINICE
Osi accertarlo?
ETEOCLE
Tu dubitarne?
POLINICE
Ecco, ricevo io dunqueDal mio fratello... un fero pegno... infame,
Ch’è del più orribil odio orribit pegno;
D’ odio eterno fra noi, che sol nel sangueD’ambi noi spento si vedrà. — Giocasta,Antigone, Tebani, ecco la fedeD’Eleòcle: veleno è questo nappo.
ETEOCLE
Oh vii sospetto! Ahi mentitori....
GIOCASTA
Che ascolto?
Dare al fratei si atroce taccia ardisci?
POLINICE
Lo ardisco io, si. Per le lo giuro, o madre;
In questo nappo è morte: e invan non giuro,Madre, per te. Fera è la taccia, e atroce,
Ma vera. — 0 tu, smentirmi vuoi? tu primoOsa libar la tazza: eccola: assento
10 di berla secondo, e perir teco.
ETEOCLE
Forse, perchè di traditor si debbeA te la morte, un tradimento appormiOsi in faccia di Tebe? E che? per trartiUn vii sospetto, eh’ a vii prova io scenda?...
Or va; sospetto in te non è; tu il fingiMal destramente... Io fratricida infame? —
E s’io pur dar la meritata morteVolessi a te, nelle mie man non sei?
A che la fraude, ov’ è la forza? In TebeRe non son io finor? suddito mio,
Te chi potrebbe alla terribil iraDel tuo signor sottrarre?...
POLINICE
All’ ira tua
Sottrarsi, è lieve; alle tue fraudi orrende,
Lieve non è. Suddito tuo, te posso,
Te far tremare entro tua reggia; e teco
I vili tuoi... Ma, di te conscio, ardireNon hai tu, no, di provocarmi a guerra...
ETEOCLE
Poiché ripigli il tuo furore, io tutto
11 mio ripiglio, è testimon ciascuno,
Che mi vi sforzi tu...—Lascia i pretesti :Scaglia da te i a profanata tazza:
Eterna guerra, odio mortai, giurasti;
Eterna guerra, odio mortai, ti giuro.
GIOCASTA
—Sospendi alquanto ancora—A me quel nappo,Donalo a me; sia pur di morte; io prima,Senza tremare, accosterovvi il labro.—
Felice me, se i Numi oggi fan pago
II mio lungo desir di morte 1 Io tolta '
Sarò cosi per sempre all’empia vistaD’atroci figli. — Il traditor fra voiCerto si asconde ; ma, di voi qual Ila?
Soli il sanno gli Dei. — Possenti Numi,
In questo infausto orribil punto, io volgoTutti i miei voti a voi: sta in quella lazzaIl ver; sappiasi: dona; il dubbio cessi...
POLINICE
Non fia, no, mai...
ANTIGONE
Madre, che imprendi?—Ah, saldaTieni, o fratei, la tazza. — È questo un donoD’Eteócle; che fai? DehI pria si cerchiCreonte; ei sa tutti i delitti;.... ei primoMinistro n’ è...
GIOGASTA
Scostati; lascia; taci.
Slia Creonte dov’ è; saper non voglioNulla: sol morte io bramo;... e, d’un di voiGià nel turbato aspetto,... e nel fataleSilenzio, io leggo la mia morte. — Godi;Ecco, ti appago.
ANTIGONE
Ah! cessa...
POLINICE
O madre, indarno
Speri il nappo da me...
ETEOCLE
Da te ben io,
Il nappo io vo’. Dammelo: il voglio. — A terra,Ecco, la tazza io scaglio: a un tempo è rottaOgni pace fra noi. — Le infami accuseSmentir saprò, col brando mio, nel campo.
POLINICE
Uso al velen, mal tratterai tu il brando.
ETEOCLE
Troppa ho la sete del tuo sangue.
POLINICE
Il tuo
Sparger primo potresti.
ETEOCLE
Entrambi, a gara,Nell’ abborrilo nostro sangue a un tempoBagnar potremei in campo. Altra, ben altraTazza colà ne aspetta: ivi 1’ un 1’ altroBerenici il sangue ; e giurerem sovr’ esso,Anco oltre morte di abborrirci noi.
POLINICE
Punirli io giuro, e disprezzarti. Ah ! degnoNon fosti mai dell’ odio mio; nè il sei.
Cadrà con te rabbonii ne voi trono,
Per le contaminato. In un potessiStrugger cosi della esecrabil nostraOrrida stirpe ogni memoria !...
ETEOCLE
Or, vero
Fratello mio sei tu.
giocasta
D’Edippo or figliVeraci siete, e figli miei. — Ravviso