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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO QUINTO

Tu stesso (il sai) volesti la tua morte:

Tu furioso abbandonasti il pettoSovra il mio ferro... Ahi lasso !... il fatai colpoA te la vita, e (più che vita) ei toglieL’onore a me. Pria ch’io punisca il fallo,

Cui vien meno ogni ammenda, il tuo perdonoDeh ! mi concedi. Or che il merlai, non trovoPena che agguagli il giusto odio fraterno. i

Io non ti abborro , il giuro ; ogni rancoreSgombrò dal petto mio l’atroce vistaDel tuo sangue... Me misero ! ben veggo ,

Che il mio pregar ti offende.

ETEOCLE

Oh!,., che favelli?..,

Figliuol di Edippo, a me perdon tu chiedi?Perdon tu speri da un figliuol d’Edippo ?

GIOCASTA

0 figlio, e che? nell’egro petto alberghiTant’ira ancora?

ETEOCLE

Han le feroci ErinniNei nostri petti trono: ancor non sentoUscir la mia; nè uscir dalle mie veneSento col sangue l’odio... Oh rabbia atroce!

Oh rio dolor!... tu vivi? e tu m’hai vinto?...

E premerai tu il seggio mio?—Deh! Morte,

Fa, ch’io noi vegga, affrettati,..

POLINICE

Il tuo seggio

Mai non terrò, di nuovo io ’l giuro ; ah ! scendiPlacato a Stige. Andrai del regio sertoFra le avite scettrate ombre fastoso;

Me reverente in atto ombra minoreVedrai fratello suddito. Gli ardentiSpirti alquanto racqueta: a’piedi tuoiMe vedi ; il signor mio tu sei pur sempre.

Sol del perdono, anzi che a morte io corra,

Ti scongiuro...

GIOCASTA

Ei l’ottenga; e tu, più grandeDel tuo destin, deh! mostrati, Eteòcle.

Col perdonargli, rendilo più reo :

Le tue vendette ai suoi rimorsi lascia...

ANTIGONE

E ancor resisti? Oh duro cor! non cediAi preghi, al duolo, al pianto disperaloDi quanto aver dei caro?

GIOCASTA

0 figliuol mio,

Non negare al fratei l’ultimo abbraccio.

Breve n’ hai tempo; alla tua fama togliTal macchia...

ETEOCLE

0 madre, il vuoi?.. Sta ben ;.. mi arrendo.—

Vieni dunque, o fratello, infra le bracciaDel moribondo tuo fralel, che uccidi....Vieni,... e ricevi in quest’ultimo amplesso...Fratei,... da me... la ineritala (1) morte.

GIOCASTA

Oh tradimento!

ANTIGONE

Oh vista!... Polinice !...

POLINICE

Sei pago tu?...

ETEOCLE

Son vendicalo. — Io moroE ancor ti abborro...

POLINICE

Io moro;... e a te perdono.

GIOCASTA

— Ecco, perfetta è l’opra: empj fratelli,

Figli d’incesto, si svenan fra loro:

Ecco madre, cui nulla a perder resta.—

Dei, più iniqui di noi, da tutto il cieloMe fulminate a prova, o Dei non sete...—

Ma che veggio?... uno immenso orrido abissoS’apre a’miei piè?.,.

ANTIGONE

Madre !...

GIOCASTA

Di morte i negri

Regni profondi spalancarsi io veggio...

Ombra di Lajo lurida, le bracciaA me tu sporgi? a scellerata moglie?...

Ma, che miro? squarciato il petto mostri?

E d’atro sangue e mani e volto intriso,

Gridi vendetta, e piangi?—Oh! chi l’orrendaPiaga ti fe’? Chi fu quell’empio? — EdippoFu ; quel tuo figlio, che in tuo letto accolsiFumante ancor del tuo versalo sangue. —

Ma, chi altronde mi appella? Un fragor odo,Che inorridir fa Dite: ecco di brandiSuonar guerriero. O figli del mio figlio,

0 figli miei, feroci ombre, fratelli,

Duran gli sdegni oltre la morte? O Lajo,

Deh ! dividili tu. — Ma al fianco loroStan l’Eumenidi infami!... Ullrice Alelto,

Io son lor madre ; in me il vipereo torciFlagel sanguigno : è questo il fianco, è questo,Che incestuoso a lai mostri diè vita.

Furia, che tardi?... Io mi l’avvento...

ANTIGONE (2)

O madre!...

(1) Fingendo abbracciarlo, con uno siile lo trafigge.La rattiencj e Giocasta cade fra le sue braccia.

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