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ATTO QUINTO
Tu stesso (il sai) volesti la tua morte:
Tu furioso abbandonasti il pettoSovra il mio ferro... Ahi lasso !... il fatai colpoA te la vita, e (più che vita) ei toglieL’onore a me. Pria ch’io punisca il fallo,
Cui vien meno ogni ammenda, il tuo perdonoDeh ! mi concedi. Or che il merlai, non trovoPena che agguagli il giusto odio fraterno. i
Io non ti abborro , il giuro ; ogni rancoreSgombrò dal petto mio l’atroce vistaDel tuo sangue... Me misero ! ben veggo ,
Che il mio pregar ti offende.
ETEOCLE
Oh!,., che favelli?..,
Figliuol di Edippo, a me perdon tu chiedi?Perdon tu speri da un figliuol d’Edippo ?
GIOCASTA
0 figlio, e che? nell’egro petto alberghiTant’ira ancora?
ETEOCLE
Han le feroci ErinniNei nostri petti trono: ancor non sentoUscir la mia; nè uscir dalle mie veneSento col sangue l’odio... Oh rabbia atroce!
Oh rio dolor!... tu vivi? e tu m’hai vinto?...
E premerai tu il seggio mio?—Deh! Morte,
Fa, ch’io noi vegga, affrettati,..
POLINICE
Il tuo seggio
Mai non terrò, di nuovo io ’l giuro ; ah ! scendiPlacato a Stige. Andrai del regio sertoFra le avite scettrate ombre fastoso;
Me reverente in atto ombra minoreVedrai fratello suddito. Gli ardentiSpirti alquanto racqueta: a’piedi tuoiMe vedi ; il signor mio tu sei pur sempre.
Sol del perdono, anzi che a morte io corra,
Ti scongiuro...
GIOCASTA
Ei l’ottenga; e tu, più grandeDel tuo destin, deh! mostrati, Eteòcle.
Col perdonargli, rendilo più reo :
Le tue vendette ai suoi rimorsi lascia...
ANTIGONE
E ancor resisti? Oh duro cor! non cediAi preghi, al duolo, al pianto disperaloDi quanto aver dei caro?
GIOCASTA
0 figliuol mio,
Non negare al fratei l’ultimo abbraccio.
Breve n’ hai tempo; alla tua fama togliTal macchia...
ETEOCLE
0 madre, il vuoi?.. Sta ben ;.. mi arrendo.—
Vieni dunque, o fratello, infra le bracciaDel moribondo tuo fralel, che uccidi....Vieni,... e ricevi in quest’ultimo amplesso...Fratei,... da me... la ineritala (1) morte.
GIOCASTA
Oh tradimento!
ANTIGONE
Oh vista!... Polinice !...
POLINICE
Sei pago tu?...
ETEOCLE
Son vendicalo. — Io moroE ancor ti abborro...
POLINICE
Io moro;... e a te perdono.
GIOCASTA
— Ecco, perfetta è l’opra: empj fratelli,
Figli d’incesto, si svenan fra loro:
Ecco madre, cui nulla a perder resta.—
Dei, più iniqui di noi, da tutto il cieloMe fulminate a prova, o Dei non sete...—
Ma che veggio?... uno immenso orrido abissoS’apre a’miei piè?.,.
ANTIGONE
Madre !...
GIOCASTA
Di morte i negri
Regni profondi spalancarsi io veggio...
Ombra di Lajo lurida, le bracciaA me tu sporgi? a scellerata moglie?...
Ma, che miro? squarciato il petto mostri?
E d’atro sangue e mani e volto intriso,
Gridi vendetta, e piangi?—Oh! chi l’orrendaPiaga ti fe’? Chi fu quell’empio? — EdippoFu ; quel tuo figlio, che in tuo letto accolsiFumante ancor del tuo versalo sangue. —
Ma, chi altronde mi appella? Un fragor odo,Che inorridir fa Dite: ecco di brandiSuonar guerriero. O figli del mio figlio,
0 figli miei, feroci ombre, fratelli,
Duran gli sdegni oltre la morte? O Lajo,
Deh ! dividili tu. — Ma al fianco loroStan l’Eumenidi infami!... Ullrice Alelto,
Io son lor madre ; in me il vipereo torciFlagel sanguigno : è questo il fianco, è questo,Che incestuoso a lai mostri diè vita.
Furia, che tardi?... Io mi l’avvento...
ANTIGONE (2)
O madre!...
(1) Fingendo abbracciarlo, con uno siile lo trafigge.La rattiencj e Giocasta cade fra le sue braccia.
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