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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ANTIGONE

Amor di padre, più che amor del giusto,

Mi muove a tanlo. Il figliuol mio mi chiedeGrazia, e l’ottien, per te; dove tu prestaFossi...

ANTIGONE

A che presta?

CREONTE

A dargli, al mio cospetto,

In meritato guiderdon,... la mano.

EMONE

Antigone, perdona ; io mai non chiesiTanta mercè: darmiti ei vuol: salvartiVoglio, nuli’altro.

CREONTE

Io, perdonar ti voglio.

ANTIGONE

M’offre grazia Creonte? — A me qual altraGrazia puoi far, che trucidarmi? Ah! tonni,Dagli occhi tuoi per sempre, il può sol morte:Felice fai chi te non vede. — Impetra,

Emone, il morir mio; pegno fia questo,

Sol pegno a me, dell’ amor tuo. Deh! pensa,Che di tiranno il miglior dono è morte;

Cui spesso ei niega a chi verace ardenteDesio n’ ha in cor...

CREONTE

Non cangerai tu stile?

Sempre implacabil tu, superba sempre,

0 eh’ io li danni, o eh’ io ti assolva, sei?

ANTIGONE

Cangiar io teco stil?... cangiar tu il core,

Fora possibil più.

EMONE

Questi m’è padre:

Se a lui favelli, Antigone, in tal guisa,

L’alma trafiggi a me.

ANTIGONE

Ti è padre ; ed altro

Pregio ei non ha; nè scorgo io macchia alcuna,Emone, in te, eh’essergli figlio.

CREONTE

Bada;

Clemenza è in me, qual passeggierò lampo:Bea di soverchio sei; nè ornai fa d’uopo,

Che il tuo parlar nulla vi aggiunga...

ANTIGONE

Rea

Me troppo or fa l’incontrastabil mioTrono, che usurpi tu. Va; non ti chieggioNè la vita, nè il trono. Il di, che il padreToglievi a me, ti avrei la morte io chiesta,

O data a me di propria man l’avrei;

Ma mi restava a dar tomba al fratello.

Or che compiuta ho la sant’opra, in TebeNulla a far mi riman: se vuoi eh’ io viva,Rendimi il padre.

CREONTE

Il trono; e in un con esso,

Io t’offro ancor non abborrito sposo;

Emon, che l’ ama più che non mi abborri;

Che t’ ama più, che il proprio padre, assai.

ANTIGONE

Se non più cara, più soffribil forseFarmi la vita Emon potrebbe; e soloIl potrebb’ ei. — Ma, qual fia vita? e trarla,

A te dappresso? e udir le invendicateOmbre de’miei, da te traditi e spenti,

Gridar vendetta dall’Averno? Io, sposa,Tranquilla, in braccio del figliuol del crudoEstirpator del sangue mio?...

CREONTE

Ben parli.

Troppo fia casto il nodo: altro d’EdippoFigliuol v’ avesse ! ei di tua mano illastre,Degno ei solo sarebbe...

ANTIGONE

Orribil nome,

Di Edippo figlia! ma, più infame nomeFia, di Creonte nuora.

EMONE

Ah ! la mia speme

Vana è pur troppo ornai ! Può solo il sangueAppagar gli odj acerbi vostri: il mioScegliete dunque; il mio versate. —È degnoIl rifiuto di Antigone, di lei :

Giusto in le, padre, anco è lo sdegno: entrambiIo v’amo al par, me solo abborro. — DarleVuoi tu, Creonte, morte? or lascia, ch’ella,Col darla al figliuol tuo, da le la merli. —Brami, Antigone, aver di lui vendetta?Ferisci; in questo petto ( eccolo ) interaAvrai vendetta : il figlio unico amaloIn me gli togli; orbo lo rendi affatto;

Più misero d’Edippo. Or via , che tardi?Ferisci; a me più assai trafiggi il core,

Coll’insultarmi il padre.

CREONTE

Ancor del tutto

Non disperar : più che il dolor, lo sdegnoFavella in lei. — Donna, a ragion da loco:

Sta il tuo destino in te; da te sol pendeQuell’Argia che tant’ami, onde assai duolti,Più che dì te medesma; arbitra seiD’Emon, che non abborri;... e di me il sei;

Cui se pur odj oltre il dover, non menoOltre il dover conoscermi pietosoA te dovresti. — Intero io ti concedoAi pensamenti il di novel che sorge: —

La morte, o Emone, al cader suo, scerrai.

SCENA III.

ANTIGONE, EMONE, Guardie

ANTIGONE

Deh ! perchè figlio di Creonte nasci?

0 perchè almen, lui non somigli ?...

EMONE

Ah ! m’odi. —