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VIRGINIA
Magnanima rinserri...
ICILIO
E quando troppa
Si reputò virtude?
VIRGINIO
Allor eh’ è vana;
AHor che danno a chi la segue arreca,
E a chi non l’ha non giova. — Icilio, io l’odoMosso da nobil ira in un raccorreLa patria oppressa, e l’oltraggiata figlia:Cause...
ICILIO
Disgiunger densi? Una è la causa:
Tu sei padre, e noi senti? 0 Roma è Roma,Tu allor v’hai figlia, io vi ho consorte, e vita;O è serva, e allor nulla v’abbiam, che il brando.
VIRGINIO
Roma per or serva è pur troppo: io tremoDi te per lei ; che sue profonde piagheInacerbisce ogni presente moto:
Tremo, che tu non scelga infra i partitiPer più certo il più fero. Ah I se ad un tempoSalvar la figlia, e non turbar la paceDella patria si può...
ICILIO
Taci : qual nomeProfferir osi tu? V’ ha patria, doveSol uno vuole, e 1’ obbediseon lutti?
Patria, onor, libertà, Penati, figli,
Già dolci nomi, or di noi schiavi in bocca,
Mal si confan, finché quell’ un respira,
Che ne rapisce tutto. — Ornai le stragi,
Le violenze, le rapine, l’onte,
Son lieve male; il pessimo è dei maliL’allo tremor, che i cuori tutti ingombra.
Non che parlar, neppure osan mirarsiL’ un 1’ altro in volto i cittadini incerti:
Tanto è il sospetto e il diffidar, che tremaDel fratello il fratei, del figlio il padre:
Corrotti i vili, intimoriti i buoni,
Negletti i dubbj, trucidati i prodi,
Ed avviliti tutti: ecco quai sonoQuei già superbi citladin di Roma,
Terror finora, oggi d’Italia scherno.
VIRGINIO
Vero è il tuo dire, e a piangere mi sforza,
Non men che di dolor, lagrime d’ira...
Ma, e che potrian due sole alme romaneA fanti vili in mezzo?
ICILIO
Aspra vendetta
Fare, e morir.
VIRGINIO
La tirannia novellaMatura ancor non è : tentar vendetta,
Ma non compierla puossi. Or, che non osaLa crudeltà decemvirale in campo?
E che pur fa di que’ gagliardi il fiore,
Ch’ ivi sta in armi? fremono, e si stanno.Smentir le false prove, e dagli artigli
D’Appio sottrar spero la figlia : doveNe sia forza morire, io ’l deggio; io ’l voglio:Non tu cosi; se muori, a vendicarneChi resta allor? chi salva Roma?
ICILIO
Noi :
Vivi, col brando; o con l’esempio, estinti. —Soffrir più ornai non puossi: avrem seguaci;Tutti non son, benché avviliti, vili :
Manca, all’ ardir dei più , chi ardisca primo ;
E son quell’io. — Per ora il campo è questo,In cui dobbiam militar noi ; cercarviOnore, o morte. In più seguir le insegneDegli oppressori nostri, infamia solaTu mercheresli: in mezzo a Roma è 1’ oste;Dunque in Roma si pugni : e siane incertoL’evento pur , certa è la gloria : or deggioPiù dirti ?
VIRGINIO
No: presto a morir son sempre;
E duoimi or sol l’aver vissuto io troppo.
Freno all’ iniquo giudice porrannoMie grida, spero; e la evidente miaRagion : Roma vedrammi intorno intornoAndar mostrando ai cittadini ignudoPien d’onorate cicatrici il petto:
E attestar Roma , e i Numi nostri, e il sangueNemico, e il mio, che per essa io sparsi.Squallido padre, canuto, tremante,
Ad ogni padre io narrerò la tristaStoria del sangue mio : per me, quai sienoDelle lunghe fatiche i premj in Roma ,
Ogni guerrier saprà. — Ciò far li giuro...
Ma, di sangue civil tinger mio brando,Avviluppar nella mia fera sorteTanti innocenti, e invano ...
ICILIO
E forza pure
Ti fia ciò far: la libertade, i figli
Ben mertan , panni, che si spanda il sangue
Di più d’uri cittadino. O muoion prodi,
Degni non eran di servire ; o vili,
Non degni eran di vivere tra noi. —
Ma ad abbracciar le sconsolate donne,
Deh ! vanne ormai : certo son io, che pari,
E più furor, che il mio non è , trarraiDal pianto loro; e ch’io t’avrò compagnoA qualsivoglia impresa.
SCEMA III.
NUMITORIA, VIRGINIA, ICILIO, VIRGINIO
NUMITORIA
Ohi... s’io ben veggio„.
No , non m’inganno; è desso, è desso , oh gioia!Virginio !
VIRGINIA
Padre !