ARGOMENTO
Alboino, re della Pannonia, aveva sposato in prime nozze Clodovinda figlia di Clotario Ire di Francia, dalla quale si deve supporre che sia nata Romilda, personaggio interessante diquesta Tragedia. Colla forza dell’armi sottomise al suo trono i Gepidi; ed essendo in una battagliarestato ucciso il re Gunimondo, gli fece troncare il capo, e a sfogo ed alimento perenne dell’ odioche gli avea, del suo cranio legato in oro si serviva ordinariamente per tazza. Sposò poscia,fosse per amore o per politica, Rosmunda figlia di lui, e discese in Italia, dove signoreggiò coltitolo di re de’ Longobardi. Un giorno, che in un banchetto dato in Verona ai suoi uifiziali erariscaldato dal vino, invitò la moglie a bere anch’ essa in quella tazza, dicendole, che cosiberebbe in compagnia di suo padre. Di si bruito insulto meditò Rosmunda la più fiera vendetta,e si rivolse perciò ad un cotal Perideo, uomo di forza non ordinaria. Lo adescò dapprima, eindusse a fare l’oltraggio maggiore che per lei si potesse a suo marito ; indi passò ad offerirglila scelta fra due partiti ; 1’ uno di perire di morte infame e crudele in pena del delitto commesso,di cui era pronta a farsi accusatrice ; l’altro di uccidere Alboino. Posto in tale necessità, aquesto secondo si appigliò Perideo. Il di 28 di giugno dell’anno 573 dell’era volgare, mentredopo il pranzo Alboino era ito a dormire, fu ucciso. Fin qui la storia; che di Rosmundaprosiegue a narrare altre barbare e turpi azioni, nissuna però delle quali è punto necessaria asapersi per la intelligenza di questa Tragedia. Il soggetto che in essa trattasi, è tutto d’invenziondell’Autore. Invece di Perideo, egli ha immaginato che la morte ad Alboino fosse data daAlmachilde, principe Longobardo di molto valore, il quale poi fosse da Rosmunda sposato econdotto in trono. E continuando ad inventare, ha fatto che Almachilde s’innamori di Romildafiglia d’ Alboino, riamata amante d’Udovaldo, signore e guerriero illustre fra i Longobardi, eche la gelosia per codesto amore concepita da Rosmunda produca le più fiere vicende, ondeaver campo di tratteggiare con fedeli e vivi colori quel meraviglioso mescuglio di virtù, d’onore,di ferocia, e di barbarie, che costituiva il carattere della nazione longobarda.