Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
JPEG-Download
 

ARGOMENTO

Nel 1562 « la mancanza delle piogge autunnali ( dice il Galluzzi nel secondo tomo della» sua Istoria del Granducato di Toscana sotto il governo della Casa Medici, pubblicala nel 1781 )» avea cagionata in Italia una epidemia di febbri cosi riolente e mortali, che in breve tempo» uccidevano chiunque n’ era attaccato, e molto più infierivano esse in quelle campagne che» sono naturalmente insalubri e soggette a tali malattie. » In siffatta infelice situazione è ilcastello di Rosignano, nelle Maremme della Toscana, dove per godere il piacer della caccianell’ottobre di detto anno si ridusse Cosimo I granduca con tutta la regnante Medicea famiglia.L’aria epidemica del luogo divenne fatale a’ suoi figli, due de’ quali ne morirono a poco intervallo1’ uno dall’ altro, Giovanni, già cardinale e arcivescovo di Pisa, quantunque assai giovine, eGarzia (il protagonista di questa tragedia) nato nel 151-7. La circostanza che il cadavere diGiovanni trasportato a Firenze non fu esposto alla pubblica vista, ma serrato in cassa, sopradi cui era stato collocato un suo ritratto, fece nascere dei sospetti sul genere della sua morte.Quella che poco dopo segui di Garzia, portato anch’ egli a Firenze, ma sepolto privatamente,li accrebbe; e li confermò poscia alcuni giorni appresso il cessar di vivere della granduchessaEleonora lor madre, che da lungo tempo già indisposta e malsana non potè resistere al doloredi quelle perdite. Si pensò adunque, e si disse, e molti storici contemporanei lo scrissero e lopubblicarono, che Giovanni « era morto per ferita datagli da uno dei suoi fratelli per occasione di» caccia: che Cosimo, ignorando 1’ autore della morte del cardinale, accortosi che il sangue» di quel cadavere bolliva alla presenza di Garzia, l’ebbe per prova indubitata ch’egli n’era» l’uccisore: e che Garzia, umiliatosi al padre per domandargli perdono della uccisione del» fratello, fosse dal medesimo, trasportato dal furore, barbaramente trafitto in presenza della» madre, che supplicava per esso. » Su queste , che il citato Galluzzi assicura essere favolespacciate dai nemici del granduca, parve ad Alfieri, appoggiato pure alla fede di varj scrittori,di poter ordire la seguente tragedia.