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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ALLA MAESTÀ

DI CARLO PRIMO

RE D’INGHILTERRA.

Parmi che, senza viltà nè arroganza, ad un re infelice e morto io possa dedicareil mio Agide.

Questo re di Sparta ebbe con voi comune la morte, per giudizio iniquo degliefori; come voi, per quello d’un ingiusto parlamento. Ma quanto fu simile l’effetto,altrettanto diversa n’era la cagione. Agide, col ristabilire l’uguaglianza e la libertà,voleva restituire a Sparta le sue virtù e il suo splendore; quindi egli pieno di gloriamoriva, eterna di se lasciando la fama. Voi, col tentare di rompere ogni limiteall’autorità vostra, falsamente il privato vostro bene procacciarvi bramaste: nullaquindi rimane di voi; e la sola inutile altrui compassione vi accompagnò nella tomba.

I disegni d’Agide, generosi e sublimi, furono poi da Cleomene suo successore, cheil tutto trovò preparalo, felicemente e con grande sua gloria eseguiti. I vostri, comunial volgo dei regnanti, da molti altri principi furono e sono tuttavia tentati, ed anchea compimento condotti, ma senza fama pur sempre. Della vostra tragica morte, nonessendone sublime la cagione, in nessun modo, a mio avviso, se ne potrebbe faretragedia: della morte d’Agide (ancorché tentata io non l’avessi) crederei pureancora, attesa la grandezza vera dello spartano re, che tragedia fortissima ricavarsenepotrebbe.

Sì l’uno che l’altro, ai popoli foste e sarete un memorabile esempio, e unterribile ai re: ma, colla somma differenza tra voi, che de’ simili alla Maestà Vostra,molti altri re ne sono stati e saranno; ma de’ simili ad Agide, nessuno giammai.

Martinsborgo, 9 maggio 17S6.

VITTORIO ALFIERI