AL CHIARISSIMO E LIBERO UOMO
IL
GENERALE WASHINGTON
Il solo nome del liberatore dell’America può stare in fronte della tragedia del libe-rator di Roma.
A voi, egregio e rarissimo cittadino, la intitolo io perciò; senza mentovare nèuna pure delle tante lodi a voi debite, che tutte oramai nel sol nominarvi ristrette esserreputo. Nè questo mio brevissimo dire potrà a voi parere di adulazione contaminato ;poiché non conoscendovi io di persona, e vivendo noi dall’immenso oceano disgiunti,niuna cosa pur troppo abbiamo comune fra noi, che l’amor della gloria.
Felice voi, che alla tanta vostra avete potuto dar base sublime ed eterna! l’amordella patria dimostrato coi fatti. Io, benché nato non libero, avendo pure abbandonatoin tempo i miei Lari, e non per altra cagione, che per potere altamente scrivere dilibertà, spero di avere almeno per tal via dimostrato quale avrebbe potuto essere ilmio amor per la patria, se una verace me ne fosse in sorte toccata. In questo soloaspetto, io non mi credo indegno del tutto di mescere al vostro il mio nome.
Parigi, 31 Dccembre 1788.
VITTORIO ALFIERI